Storie di eutanasia illegale. Avviato procedimento contro medico bolognese

L’imputato ha sostenuto infatti che a praticare l’iniezione mortale fosse stata la madre, sorella del paziente, allora 91enne. E che lui era intervenuto solo per bloccarla quando si era reso conto di cosa stesse facendo. Inizialmente il Pm Luigi Persico aveva accusato la donna di aver praticato materialmente il tentativo di eutanasia dopo aver chiesto consigli al figlio. Era stato pero’ il Gup Pasquale Gianniti a chiedere di riscrivere l’imputazione, perche’ il fatto era diverso da quello contestato, respingendo il patteggiamento richiesto dalla donna e il rito abbreviato per il medico. L’inchiesta passo’ al pm Lorenzo Gestri che chiese il rinvio a giudizio per tentato omicidio volontario per il cardiologo, e l’archiviazione per la madre. Sentito oggi anche il medico legale Giuseppe Fortuni, cui il gip Gianniti aveva affidato una consulenza per capire se l’iniezione avesse capacita’ letale. Il medico ha spiegato che le analisi eseguite dopo l’arresto cardiaco certificano la somministrazione del farmaco, visto il tasso di cloruro di potassio presente. Ma ha anche spiegato che con una siringa da 10 cc, anche utilizzando la massima concentrazione della soluzione presente in commercio, si possono iniettare fino a 20 ml equivalenti della sostanza, e che invece la dose letale oscilla tra 60-80, tanto che per le esecuzione giudiziarie si usa quella da da 80-100.

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