Intervista a Luciano Panzani – “Un paradosso? Questo ambito giuridico non dà certezze”

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La Stampa

Dottor Panzani, da presidente del tribunale torinese, cosa può dire sulla vicenda dei fratelli Bonavita? «Mi rendo conto che può sembrare paradossale, ma dopo aver parlato con il collega Buzano, ho capito che il collegio da lui presieduto non poteva entrare nel merito della cura Stamina accordata pochi giorni fa da un altro giudice della sezione a condizione che sia applicata in un laboratorio autorizzato. Il reclamo avrebbe potuto essere accolto solo sulla base di violazioni di legge da parte dell’Aifa».

Il reclamo è stato contro il primo provvedimento di questo tipo, quello del giudice Visaggi, che ha sentito come esperto il direttore generale Aifa, Luca Pani. Il collega Mauro Mollo ha invece interpellato Vannoni, il fondatore di Stamina. «Sono questioni non nuove, già emerse al tempo della cura Di Bella, quando si pronunciarono più pretori. Gioca l’autonomia dei giudici, ed è fisiologico che sia cosl». 

Le pare giusto? «E’ un territorio giuridico che non dà certezze. Non posso entrare nel merito di un caso che non conosco, il principio di precauzione è una buona via per noi giudici anche in questa materia in cui è difficile orientarsi».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.