Intervista ad Antonino Zichichi – Zichichi: la sfida della divulgazione non finirà così

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Il Mattino Napoli
li.co.

«È pazzesco. Perché fare questo a Città della Scienza?», Antonino Zichichi, fisico e divulgatore scientifico tra i più famosi d’Europa, oggi diviso tra l’ impegno in Svizzera e l’assessorato alla Cultura affidatogli nella sua Sicilia da Rosario Crocetta, a Bagnoli è venuto più volte. E ora, di fronte al quadro della distruzione, non esita a rilanciare: «Un Paese civile può solo ricostruire subito».

Professor Zichichi, cosa perde il mondo della cultura con il rogo di Città della Scienza? «Con questo incendio si è attentato a un luogo simbolo della cultura moderna, intesa come cultura che va oltre le logiche contrapposte del rigore matematico e della sperimentazione. Città della Scienza ha espresso in questi anni un enorme valore, in quanto mirava a soddisfare l’esigenza di scienza all’interno della vita di tutti i giorni. Una battaglia di divulgazione che il mio amico Vittorio Silvestrini ha condotto negli anni con enorme passione e sacrificio. Daparte mia ho cercato più volte di contribuire a questa missione, e non può certo finire così».

 Ha un ricordo particolare del Polo museale? «Diversi, uno su tutti la presentazione del busto raffigurante Ettore Majorana, esposto dal 2006 all’interno della struttura. Un omaggio alla scienza in un luogo di grande spessore. Io ancora non riesco a capacitarmi di ciò che sia accaduto. Ho parlato con più persone in queste ore, e la domanda che mi pongo è sempre la stessa: perché incendiare Città della Scienza? Perché? A chi poteva dare fastidio un Museo che aveva come unico obiettivo la divulgazione scientifica? Chi ha provocato tutto questo nemmeno può immaginare l’entità del danno causato».

Qual è la strada per non perdere questo patrimonio? «Ricostruire tutto da capo, esattamente come era. Senza indugiesenza esitazioni. Dobbiamo rivolgerci fin da ora al prossimo governo. Un paese civile non può non reperire i finanziamenti necessari. Sarò chiaro, Silvestrini e tanti altri lavoratori hanno speso la loro vita per dedicarsi ad un’impresa che ha attirato l’attenzione di tutto il mondo. Napoli ha fornito un esempio di cultura moderna da esportare nei cinque continenti, per questo non si può aspettare nemmeno un minuto per programmare la rinascita. Sarebbe pazzesco, semplicemente pazzesco, darla vinta a chi ha voluto generare questa distruzione».

 E disponibile eventualmente a presenziare a Napoli per incoraggiare questo percorso? «Ai napoletani nel mio piccolo dico “sono con voi”. La città può contare su di me nel caso possa rendermi utile per iniziative scientifiche tese a promuovere la ricostruzione della “Città”. Abbiamo tutti bisogno di scienza, a Bagnoli lo avevano capito e ora questo lavoro va salvato». 

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.