
Quando scelgono quale organizzazione premiare attraverso la dichiarazione dei redditi, i contribuenti italiani selezionano soprattutto l’impegno nel campo sanitario e nella ricerca. Lo confermano le elaborazioni condotte da Un-Guru per «Il Sole 24 Ore», relative all’incidenza del 5 per mille sul totale dei ricavi. L’analisi e le tabelle si basano sugli elenchi di distribuzione delle scelte e degli importi per Onlus ed enti del volontariato ammessi al riparto per l’anno 2010, l’ultimo per il quale sono stati erogati i rimborsi dello Stato. L’analisi prende in considerazione le organizzazioni i cui bilanci, relativi all’esercizio 2011, siano disponibili online e che diano evidenza alla voce 5 per mille. L’esame dei dati conferma che questo strumento rappresenta una grande opportunità per il non profit, ma richiede una notevole capacità di investire adeguatamente e al momento giusto. Quando si parla dell’iscrizione a bilancio degli importi relativi al per mille, di conseguenza, bisogna sempre fare molte distinzioni. Occorre considerare diversi fattori: i tempi e modi scelti per le scritture contabili, se l’organizzazione fa promozione in questo ambito per più realtà, se uno stesso nome partecipa al contributo in più elenchi e via dicendo. Il quadro generale conferma, comunque, che il 5 per mille funziona bene soprattutto quando si tratta di salute e ricerca. Le prime dieci posizioni, in termini di incidenza del per mille sul totale dei proventi, è occupato da organizzazioni che a vario titolo operano in campo medico o hanno a che fare con salute e disabilità, in Italia soprattutto, ma anche nel mondo, come nel caso di Emergency e Medici senza frontiere. Quattro su dieci si occupano di cura e ricerca sul cancro. Si aggiungono, poi, Ail e Comitato Maria Letizia Verga, che si dedicano specificamente alla leucemia. Per l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro il contributo del 5 per mille supera i 6o milioni di euro (il 53,2% dei proventi) e quello alla Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro è pari al 36,4% delle entrate (8 milioni di euro). Per Action aid e Save the children il 5 per mille incide, viceversa, per poco più del 3 per cento. In entrambi i casi si tratta di organizzazioni la cui missione è legata all’infanzia, con progetti riguardanti anche la salute, e che operano in tutto il mondo. Un altro elemento comune è la capacità di fidelizzare i donatori e di poter contare su un’ampia base di persone che contribuiscono con regolarità nel tempo. Questo potrebbe spiegare perché, più che sul per mille, una forma di contributo che deve essere conquistata ogni anno e per la quale non ci sono automatismi, molte organizzazioni sembrano puntare su modalità di donazione come il sostegno a distanza o programmi di lunga durata, che garantiscono, una volta acquisite, entrate regolari e costanti, che permettono di assicurare il finanziamento ai progetti e di fare pianificazione.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.