Luca Coscioni e la libertà negata

Il Venerdì di Repubblica
Paolo Izzo

Sette anni fa moriva Luca Coscioni, dopo averne passati undici a lottare contro la sclerosi laterale amiotrofica e a favore della libertà di ricerca scientifica. Proprio in nome della libertà aveva rifiutato la tracheotomia, per non dover vivere il resto dei suoi giorni attaccato a una macchina. Tanti amici lo ricordano per la sua battaglia e per le sue belle, importanti parole: «Le nostre esistenze hanno bisogno di libertà per la ricerca scientifica. Ma non possono aspettare».

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.