Nuove minacce di morte a Filomena Gallo, Cappato: la magistratu​ra perchè resta a guardare?

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Marco Cappato

E’ avvenuto lunedì scorso l’ultimo grave episodio di minacce  di morte contro Filomena Gallo, Segretaria dell’Associazione Luca Coscioni: un opuscolo recapitato nella sua casella delle lettere con opuscolo edito Fazi Editori, titolo” Io ti troverò “, con all’ interno biglietti di propaganda elettorale della lista Amnistia Giustizia Libertà usati per evidenziare le pagine dove sono presenti parti di frasi sottolineate: ” a sangue freddo”….” occhio indiscreto spia, quasi avesse una telecamera nascosta”…..” IO TI TROVERÒ “…..” le fiamme divorarono avidamente il corpo, consumando e dilaniando la carne e i muscoli. Sfaldata, poi annerita e carbonizzata, la pelle si disintegrò rapidamente. Braccia, gambe e torso si sarebbero ridotti ad un mucchio di ossa sbiancate dalle fiamme. E, a tempo debito, la testa privata dei tratti somatici, sarebbe divenuta simile ad un teschio. In silenzio”……” con gli occhi folli illuminati dal rosso bagliore delle fiamme, osservava il corpo che bruciava, bruciava, bruciava,”…” in primavera” ….” maggio” …” 10.12″ dall’opuscolo mancano le pagine da 15 a 18.

Si tratta dell’ultimo di una lunga serie di episodi iniziati quattro anni fa, in coincidenza di alcune importanti battaglie intraprese da Filomena Gallo per i diritti e le libertà dei pazienti anche contro grandi potentati pubblici e privati per il  rispetto dei diritti dei malati. Sono ormai quattro lunghissimi anni di appostamenti, con materiale scritto riportante violenze di ogni tipo e minacce di morte, oltre a oggetti contundenti come chiodi e simili lasciati all’interno dello stabile della residenza salernitana di Filomena Gallo, fino ad arrivare davanti alla sua porta di casa. Di seguito riportiamo la cronologia completa di tali azioni.

 Inutile spiegare lo stato d’animo della Segretaria dell’Associazione Luca Coscioni, non solo per gli episodi in quanto tali, ma anche per l’impotenza dimostrata dallo Stato italiano nel proteggere una cittadina esposta a un così serio pericolo. Sin dall’inizio, Filomena Gallo si è rivolta alle forze dell’ordine, che hanno puntualmente effettuato indagini e pattugliamenti. Di tutta evidenza, le misure intraprese sono però insufficienti. Non possiamo non domandarci e domandare: ma la magistratura cosa fa? Dopo pochi mesi d’indagine ha archiviato un procedimento perché non è riuscita ad identificare gli artefici dei reati! Si tratta di una vera e propria resa che non può più essere tollerata!

CRONOLOGIA DELLE MINACCE CONTRO DI ME (di Filomena Gallo)

Premessa

Dal novembre 2009 ad oggi ho perso il conto di quante denunce ho fatto, credo 6.

Nel 2011 le indagini sono state archiviate, di fatto però i carabinieri hanno fatto attività investigativa sono state individuate persone che si dichiarano estranee, i numeri di telefono da cui ho ricevuto telefonate di volta in volta le tracce ci sono e i soggetti individuati ma anche questa volta si dichiarano estranei ai fatti.

Solo una volta non sono riusciti ad identificare un ip e un numero telefonico perché proveniente da sistemi criptati.

Insomma la storia è sempre la stessa minacce di morte la prima la descrizione di come una donna veniva inchiodata ad un muro, e poi sono seguiti chiodi e martello e telefonate.

Ieri  invece un messaggio chiaro, dal quale potrebbe emergere che gli autori sapevano che c’erano le telecamere sotto casa mia per un periodo, mi comunicano che mi troveranno, indicano un periodo (maggio), un orario (le 10), e una fine, perché descrivono una persona che viene bruciata.

La magistratura solo a seguito di una mia istanza ha assegnato ad un Pm il procedimento nel 2010, le interrogazioni parlamentari hanno determinato una maggiore attenzione che però è svanita con l’archiviazione del procedimento.

I Carabinieri oltre a raccogliere le denunce proseguono ricerche, ma senza un intervento della magistratura si potrà fare poco. 
Nel 2012 ho depositato una sola denuncia perché qualcuno in piena notte era venuto a bussare alla mia porta d’ingresso .

sintesi fino al 2010

 “1.  25 novembre 2009, ho trovato nella cassetta delle lettere tra la posta a me recapitata un opuscolo nero – breve racconto di 31 pagine- dal titolo “Sorry” di Zoran Drvenkar -Fazi editore. Il breve racconto risulta avere delle parti all’interno sottolineate con penna nera, nello specifico:

-pag. 4 “Ma non ci si può liberare per contro terzi di una colpa; ne è possibile capire dove eventualmente abbia avuto inizio. E nel momento stesso  in cui i 4 si ritrovarono davanti al corpo martoriato di una donna sono già in trappola, costretti in un percorso orchestrato per confonderli e farli cadere; in cui ogni morsa è già un errore, ogni tentativo di liberarsi una morsa che non da pace.”;

        -pag.10 “ero venuto soltanto a salutare”;

-pag. 14 “Di lei fai un pacchetto. Spingi le cosce contro il seno  fai scivolare le braccia sotto le ginocchia. Non è alta……La porti fuori dall’appartamento…. E’ semplice come buttare giù l’immondizia”;

-pag. 16 “Un chiodo perfora i palmi delle mani, una sull’altra, senza incontrare resistenza”;

-pag. 17 “Panico, soddisfazione, forza. Sì, forza, ancora una volta. I suoi occhi gonfi sputano lacrime che ti sfiorano il viso. Hai visto abbastanza, ti fai indietro….. E lei resta appesa per le braccia alla parete… Ti avvicini a lei e le appoggi il secondo chiodo alla fronte”;

-pag. 18 “Con un colpo preciso le piazzi il secondo colpo attraverso l’osso  frontale…è tutto giusto così”;

– pag. 19 “Ti domandi cosa succederebbe se il cuore si fermasse in un momento simile tu morissi……. Tu scompariresti dalla realtà?”;

– pag. 20 “ non è uno scherzo”;

– pag. 21 “le ore i minuti.  Ogni secondo è una pietra al collo”.

Il  27 novembre presentavo denuncia presso i Carabinieri di Salerno per i fatti sopra esposti e  evidenziavo che durante la notte presso la mia abitazione ricevevo citofonate senza risposta e ripetutamente qualcuno suonava alla porta d’ingresso nello ore diurne senza che poi rispondesse nessuno.

2.    L’opuscolo summenzionato veniva recapitato dopo un periodo in cui ero comparsa in qualità di presidente commissione provinciale pari opportunità quotidianamente sui mass media locali a seguito di iniziative pubbliche contro lo Stalking. Inoltre il  21 novembre 2009, avevo aderito a sciopero della fame per 24 ore, iniziativa nonviolenta iniziata da Maria Antonietta Coscioni per chiedere  al Governo, al Ministro Sacconi e al Viceministro Fazio di rendere noto l’effettivo utilizzo dei finanziamenti stanziati nel 2007 e nel 2008 per i “comunicatori” di nuova generazione che consentono ai soggetti con gravi patologie e con compromissione della facoltà di parlare e di interagire con il mondo esterno;2. rendere effettiva ed operativa l’approvazione della nuova versione dell’assistenza protesica del nuovo Nomenclatore, in modo che sia garantita la fornitura adeguata ad ogni persona con disabilità;3. adottare le linee guida cui le Regioni si conformano nell’assicurare un’assistenza domiciliare adeguata per i soggetti malati di sclerosi laterale amiotrofica. 

Ed in ultimo avevo rilasciato interviste per il 25 novembre giornata internazionale contro la violenza sulle donne (in veste istituzionale come presidente della Commissione Provinciale PO di Salerno) avendo organizzato nel mese di febbraio anche la staffetta contro la violenza sulle donne. Staffetta  che ha coinvolto 158 comuni della provincia di Salerno(con convegni , dibattiti, mostre, sono stati coinvolti 192 soggetti associativi e istituzionali) e ha portato circa 800 persone in corteo a Salerno a manifestare, ma che ha fatto aumentare anche nei mesi successivi le denunce  per maltrattamenti.

3.    nella cassetta delle lettere rinvenivo in data 6 dicembre busta da lettere con 6 chiodi-viti di piccole dimensioni e un tubicino in acciaio, dopo un convegno sul testamento biologico, in data 7 dicembre 2009 presentavo ulteriore denuncia;

4.  gennaio 2010, ho ottenuto con Ordinanza del Tribunale di Salerno l’accesso alle tecniche i fecondazione assistita per coppie fertili con patologie genetiche. La particolarità della decisione ha determinato la mia presenza sui mass media, ma ha determinato anche 10 lettere minatorie al giudice Scarpa, Giudice istruttore competente che ha emanato la decisione con motivazioni innovative. Il magistrato ha presentato richiesta di astensione al presidente del tribunale per procedimenti successivi riguardanti   la legge 40/04;

5.    in data 25 settembre 2010 ho presentato ulteriore denunce perché:

– in questi mesi le telefonate minatorie si sono susseguite con numero privato solo in un caso sono riuscita a memorizzare il numero telefonico(dopo l’ultima denuncia, il carabiniere in via informale mi ha detto che il n. di cell   

corrispondeva ad un agente di polizia giudiziaria del ministero di grazia e giustizia);

–   in occasione del convegno del 23 settembre a Tarquinia sulla legge sulla procreazione assistita ricevevo minacce tramite il citofono della mia abitazione.

6. seguivano ulteriori denunce nel 2011-12 sempre per molestie e minacce.”

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.