Sì della Corte europea all’adozione dei figli del convivente gay

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Corriere della Sera
Elvira Serra

Due sentenze importanti, entrambe in favore dell`omogenitorialità,
pronunciate lo stesso giorno. La prima è della Corte europea per i diritti umani,
la seconda è della Corte costituzionale tedesca. Tutte e due stabiliscono un principio importante sul tema adozioni, pur partendo da casi diversi: posto che al centro deve esserci sempre il bene del bambino, le coppie omosessuali non possono essere discriminate in quanto tali rispetto alle eterosessuali. La decisione della Grande camera della corte di Strasburgo ha un impatto maggiore, poiché fissa un assunto che resta valido per i 47 Stati membri del Consiglio d`Europa, e non solo per l`Austria, dove era nato il caso. Li i giudici avevano negato alla «co-madre» di adottare il figlio biologico della sua compagna. Il paradosso è che in base all`articolo 182.2 del codice civile di quel
Paese l`adozione sarebbe stata possibile solo togliendo la genitorialità alla mamma naturale e «rimpiazzandola» con un genitore dello stesso sesso.
Anziché crearsi un nuovo legame, veniva reciso il precedente. I giudici di Strasburgo hanno deliberato a maggioranza (dieci voti a favore, sette contro)
che, malgrado la tutela della famiglia tradizionale e del benessere del bambino siano fini legittimi, non si giustifica la disparità di trattamento dei magistrati austriaci tra coppie omosessuali ed eterosessuali: queste ultime, infatti,
possono tranquillamente accedere all`adozione dei figli avuti precedentemente dai loro partner. Gli altri Stati membri non sono tenuti a riconoscere il diritto all`adozione alle coppie non sposate, ma certamente sono tenuti a non discriminare le persone e quindi a non violare l`articolo 8 (rispetto della vita privata e familiare) e l`articolo 14 (divieto di discriminazione) della Convenzione europea dei diritti dell`uomo. La sentenza tedesca, invece,
riguarda un`altra coppia lesbica, legata da un`unione solidale. Qui a una delle due donne era stata negata l`adozione della figlia bulgara adottata in passato
dall`altra partner. Fino a ieri questa possibilità era garantita solo nel caso di figli naturali. La discriminazione messa in evidenza dalla Corte costituzionale
tedesca è doppia: una nei confronti del bambino, una nei confronti dell`aspirante genitore. E ancora una volta è stato messo in primo piano l`interesse del più piccolo. Le due decisioni non sono state ignorate dai candidati in corsa elettorale. Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha
commentato: «Io prendo la legislazione tedesca tale e quale». Silvio Berlusconi a Radio 105 ha ammesso: «Non ho un mio parere definitivo sui diritti
di adozione del partner». Tuttavia si è sbilanciato: «Non ci piace pensare a matrimoni ufficiali tra gay, ma riconosciamo la tutela dei diritti di chi è in
questa situazione». Asciutto il leader dell`Udc Pier Ferdinando Casini: «Nell`adozione dei figli io sto dalla parte dei bambini che hanno diritto a una paternità e a una maternità». Entusiaste le associazioni gay. Franco Grillini (Gaynet): «L`omogenitorialità diventa un dato acquisito». La deputata Pd Anna Paola Concia come sempre resta pragmatica: «E giunto il momento di smetterla di rincorrere le sentenze dei tribunali, è l`ora dí fare una legge».

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