La mente artistica

l’Unità
Alessandro D’Ausilio

Muoversi insieme non è facile, prendiamo ad esempio i musicisti di un’orchestra, quale opera complessa d’interazione riescono a mettere in atto. Ma non è solo una questione da professionisti. Immaginiamo di spostare un tavolo pesante ed appare evidente come sia essenziale nella vita di tutti i giorni la coordinazione tra individui. Sapere quando, dove e quanta forza viene applicata dai compagni è fondamentale. Va processo complesso eppure tanto semplice perla natura. La coordinazione nei movimenti di decine o anche centinaia d’individui, in ogni specie, è una costante più che un’eccezione. A tal proposito è interessante ricordare quello studio geniale che mise indosso a dei piccioni dei nuovi Gps descrivendo le complesse interazioni gerarchiche nella dinamica del loro volo. In quello studio c’era tutto, interazioni complesse, coordinazione motoria, coordinazione sociale e perché no, vera e propria comunicazione. Ma come riusciamo a coordinarci inmodo così sofisticato.  A lungo si è ritenuto che il cervello funzionasse in modo quasi linguistico. Ogni movimento osservato del proprio “compagno d’azione” sarebbe tradotto in una sequenza di simboli mentali su cui poter applicare computazioni cognitive, poi da ri-tradurre in movimento da eseguire. Ma questo non è semplicemente possIbile. Troppo lento e inefficiente un processo del genere. Non sarebbe possibile spostare un tavolo figuriamoci per un’orchestra suonare qualcosa per cui valga il prezzo del biglietto. La soluzione invece è lasciare tutto in un unico codice, quello che sia il più vicino possibile allo scopo che ci prefiggiamo, e cioè muoverci con gli altri nel mondo. A tal proposito sono passati 20 anni dalla descrizione dei neuroni specchio da parte del gruppo di Parma, ossia della popolazione di cellule nervose attive sia per esecuzione che per osservazione della stessa azione eseguita dagli altri. Cellule, queste, che dimostrano l’implausibilità di computazioni simboliche che invece riassumono i due mondi della visione dell’atto motorio in una semplice unità neurale. Un processo veloce, automatico e semplice. Esattamente quello che è necessario per il coordinamento tra individui. Bellissimo in teoria ma la pratica è sempre molto meno poetica. Misurare l’interazione tra diversi individui è tecnicamente complesso. Il tipico laboratorio è una stanzetta piena di computer e attrezzature, una sedia e un monitor. Voi siete seduti su quella sedia, indosso numerosi sensori, dovete solo guardare delle immagini sullo schermo. Quelle immagini causeranno impercettibili effetti sulla vostra fisiologia. Il tutto centinaia di volte, perchè solo le molte ripetizioni permetteranno la potenza statistica  adeguata a differenziare ciò che è interessante da un semplice artefatto. ma dov’è l’interazione sociale di cui sopra? Detto questo, per studiare questi fenomeni forse il laboratorio non è il luogo migliore. Così come i piccioni di quel lavoro sono stati studiati nel loro volo libero, è forse ora di “liberare” il soggetto sperimentale del laboratorio di ricerca e portare l’esperimento in un contesto naturale. Esattamente quello che abbiamo iniziato a fare portando il laboratorio in teatro e registrando il movimento di musicisti d’orchestra e quartetti durante la loro naturale performance musicale. Metodi complessi di analisi matematica ci hanno già permesso di descrivere la complessa interazione tra conduttore e musicista e come l’efficacia di tale interazione abbia un effetto sulla qualità percepita della musica prodotta. Nuovi metodi matematici e nuove tecnologie permettono forse oggi l’inizio di una nuova era per lo studio dei fenomeni complessi di interazione e comunicazione tra individui in contesti naturali.

L’Associazione Luca Coscioni è una associazione no profit di promozione sociale. Tra le sue priorità vi sono l’affermazione delle libertà civili e i diritti umani, in particolare quello alla scienza, l’assistenza personale autogestita, l’abbattimento della barriere architettoniche, le scelte di fine vita, la legalizzazione dell’eutanasia, l’accesso ai cannabinoidi medici e il monitoraggio mondiale di leggi e politiche in materia di scienza e auto-determinazione.