Due memorie, inviate dal Campidoglio il 22 maggio, firmate da Alemanno. Sono arrivate sul tavolo della commissione che oggi dovrà decidere quali saranno ammessi tra gli otto referendum depositati il 3 maggio dal Comitato ‘Roma Sì Muove’, promosso dal radicale Mario Staderini, dal Verde Angelo Bonelli e dall’ex assessore alla Cultura Umberto Croppi.
E il sindaco suggerisce di non ammettere due tra i quesiti più significativi, quello sul riconoscimento delle coppie di fatto e l’altro sul registro dei testamenti biologici. Così, mentre ai referendum hanno già aderito comitati e associazioni, oltre al presidente del Wwf Stefano Leone, a Mina Welby, all’urbanista Paolo Berdini, all’ingegnere Antonio Tamburrino e tanti altri, già si apre la sfida.
Quanto influirà il pressing di Alemanno sulla commissione composta dal Segretario generale del Campidoglio, dal presidente Achille Chiappetti e i professori Lanchester e Carnevale?
Lo vedremo oggi. Ma vediamo le motivazioni della giunta. Per quanto riguarda le coppie di fatto il quesito è ritenuto inammissibile, in quanto "la Costituzione riserva alla legislazione esclusiva dello Stato la regolazione dello stato civile e dell’anagrafe". Non solo. Si dice anche che la domanda è "generica", incapace dunque di ottenere una risposta univoca che potrebbe orientare il Consiglio comunale su un’eventuale decisione che "spetterebbe tutta al Parlamento".
Altro capitolo: il testamento biologico. E qui Alemanno ricorda alla
Commissione che non dipende dal Consiglio regolare tale materia, dopo l’approvazione del testo unificato in Senato, modificato alla Camera e ora tornato in commissione Igiene e Sanità del Senato in sede referente.
Ribatte il radicale Staderini: "Alemanno fa finta di non vedere quanto la vicenda delle famiglie di fatto sia attuale e dibattuta da milioni di italiani. Ed è davvero ridicola la richiesta di inammissibilità considerando, ad esempio, come circa cento comuni italiani, da Torino a Napoli, hanno già inaugurato i registri e perfino due municipi romani, il X e l’XI".
La decisione sull’ammissibilità degli otto referendum sarà resa pubblica lunedì. Poi scatterà la raccolta delle 50 mila firme autenticate in tre mesi, mentre il voto sarebbe previsto nel 2013, probabilmente insieme a quello delle comunali e delle politiche. Il quorum per renderlo valido è di un terzo degli elettori.
I quesiti? "Ciascun referendum" spiega Staderini "rappresenta una soluzione concreta per i problemi della città: dalla mobilità sostenibile all’ambiente, dallo stop al consumo del territorio ai rifiuti, dall’accesso al mare all’erogazione dei servizi alla persona. L’obiettivo del Comitato Roma Sì Muove è di chiamare i romani a decidere lì dove la politica sino ad oggi latita".