Sigo: “Eterologa, no al divieto assoluto”

Corriere Medico

Il turismo procreativo è un fenomeno in preoccupante crescita: ogni anno 7000 coppie si recano all’estero per superare un problema di sterilità. E una su tre lo fa per usufruire della donazione di gameti. «Per i trattamenti eterologi – sottolinea Surico – eseguiti dalle coppie all’estero non è disponibile alcuna informazione né sulle caratteristiche genetiche e sugli accertamenti effettuati sul donatore o sulla donatrice, né sul tipo di trattamento eseguito o sul suo esito. Il costante aumento dei cosiddetti "viaggi della speranza" determina un numero preoccupante di abusi e di seri rischi sanitari per le future madri e i nascituri. Sono soprattutto le coppie a basso reddito quelle che si recano all’estero, nei Paesi nei quali non esiste una regolamentazione specifica e dove, quindi, non c’è controllo, esponendosi a seri rischi. L’eliminazione di un divieto assoluto all’eterologa in Italia consentirebbe di assicurare servizi di assistenza medica con livelli di sicurezza, organizzazione e controllo tali da prevenire e sanzionare pratiche deontologicamente scorrette e a rischio per le coppie sterili. Vogliamo definire un percorso condiviso con la Società italiana di fertilità e sterilità». «Nell’ambito della donazione dei gameti – rileva Surico – potrebbero essere immediatamente applicate le norme in vigore sulla donazione di organi, tessuti e cellule, che scongiurerebbero rischi e fornirebbero tutte le garanzie possibili: uno dei principi cardine infatti è che l’atto sia volontario e gratuito. Queste disposizioni inoltre stabiliscono procedure specifiche per il controllo sulle infezioni e sulle malattie genetiche di cui possono essere portatori i donatori». Le procedure previste per la donazione degli organi consentono, inoltre, la tracciabilità (nel caso di necessità per problemi del nascituro) nonché l’anonimato del donatore. «Nel nostro Paese – conclude Surico – anche a seguito delle indicazioni dettate dalla Legge 40 del 2004, nei centri di Procreazione medicalmente assistita sono a disposizione migliaia di ovociti ed embrioni abbandonati da coppie che hanno già ottenuto figli e che potenzialmente sarebbero disponibili per la donazione».