Roma. Il futuro della legge 194 sull’interruzione di gravidanza si gioca a colpi di mozioni. Nell’emiciclo di Montecitorio ne sono approdate cinque. Ruotano sull’obiezione di coscienza. Come tenere in equilibrio il diritto di ginecologi, anestesisti e paramedici a non praticare l’aborto, con quello delle donne alla salute’ Il quesito Luca Volontè non se lo pone nemmeno. Fosse per il parlamentare dell’Udc, il problema sarebbe già risolto: il «diritto alla obiezione di coscienza» dice nella sua mozione, «non può essere in nessun modo -bilanciato" con altri inesistenti diritti». A mettere la firma sul testo Volontè un fronte trasversale che va dal Pdl Alfredo Mantovano al Pd Giuseppe Fioroni, alla Udc Paola Bi netti, fino al leghista Massimo Polledri. Eppure l’obiezione di coscienza non è certo un diritto negato, considerato che ci sono regioni dove vi si appella l’80 per cento del medici.
La santa alleanza contro l’aborto
Repubblica Venerdi