Il “turismo” della procreazione assistita, delle unioni di fatto, della dolce morte

Da ottobre dello scorso anno curo una news letter quindicinale sui diritti civili ed i temi bioetici. E’ un prodotto “artigianale”, ma la segnalo ai visitatori del sito, dove su può leggerla ed iscriversi gratuitamente, perché dalle molte notizie che quotidianamente vado selezionando dalla stampa italiana ed estera emerge l’enorme “spread” dei diritti civili che rende l’Italia profondamente diversa – ed arretrata – rispetto ai paesi europei comparabili.

Due dati salienti di questa “diversità” sono le continue ingerenze del Vaticano sui temi “eticamente sensibili” e la mancanza di reazione, da parte della quasi totalità delle forze politiche, a queste entrate “a gamba tesa” delle gerarchie ecclesiastiche.

 

Gli esempi sono innumerevoli. Cito i più recenti. Sull’aborto le adunate oceaniche delle associazioni pro-life e le pressioni sui ginecologi perché vadano ad ingrossare le fila degli obiettori di coscienza, che superano ormai il 70% del totale. Non potendo abolire la legge 194, si tende a renderla praticamente inapplicabile. Sulla procreazione assistita, dopo l’invito di Ruini a non votare per i referendum abrogativi della legge 40, il pressing del Vaticano sulla Consulta, chiamata a decidere sulla fecondazione eterologa. Sul testamento biologico, la pressione della CEI sul Parlamento perché approvi la “legge Calabrò” – incostituzionale ed inumana – entro la fine della Legislatura (come se non bastassero i drammatici problemi economici e sociali che mantengono l’Italia sull’orlo di un possibile default). Perfino sul cosiddetto “divorzio breve” (un anno invece di tre dalla separazione, contro le poche settimane dei maggiori pasi europei), che dopo un iter di circa dieci anni sembra prossimo a divenire legge, il Vaticano protesta (“si banalizza l’istituto del matrimonio”). Ciliegina sulla torta, le nuove “linee guida” della CEI secondo le quali un vescovo – “non essendo un pubblico ufficiale” – non è tenuto a denunciare i preti pedofili: che vergogna!
In mancanza di leggi civili, gli italiani sperano in una magistratura che su questi temi si dimostra spesso assai più avanti della politica. Ma i tempi per la sentenze “giuste” sono per lo più molto lunghi ( Beppino Englaro ha dovuto lottare per 17 anni per “liberare” Eluana). E non sempre le aspettative vengono esaudite, come dimostra la recente sentenza della Corte Costituzionale sulla fecondazione eterologa, che rimanda il problema ai giudici di merito.
Nel più bel paese del mondo, che non a caso cala di continuo nella graduatoria di quelli più visitati, proliferano così le varie forme di “turismo bioetico” degli italiani (quelli che se lo possono permettere) : il turismo dei divorzi brevi, delle unioni di fatto, della procreazione assistita, della “dolce morte” nelle cliniche svizzere.
Per queste ragioni la linea su cui occorre battersi è chiara. In vista delle elezioni politiche del 2013 bisogna premere sui partiti politici perché nei loro programmi elettorali affrontino in modo non ambiguo l’esigenza della laicità dello Stato e dicano quali leggi intendono proporre per assicurare agli italiani leggi di stampo europeo sulle scelte di fine vita, il divorzio, l’aborto e la contraccezione, la procreazione assistita, le unioni di fatto, le discrimimazioni nei confronti dei disabili e degli omosessuali. Ed anche perché indichino con quali programmi e quali risorse pensano di affrontare quello che si presenta come il flagello del nostro immediato futuro: il milione di malati di Alzheimer e di altre forne di demenza con cui nel 2.030 dovremo fare i conti.