Eterologa. Se questo è cristianesimo..

Critica liberale

La Corte Costituzionale non ha accolto il ricorso contro la norma della legge 40 sulla procreazione assistita che vieta la fecondazione eterologa. Le motivazioni della Corte sono state di ordine strettamente giuridico e rimandano a due sentenze della Corte di Strasburgo, la seconda delle quali ammette che i singoli Stati possono legiferare contro l’eterologa, senza violare l’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Tesi legittima, ma discutibile, ed infatti la battaglia continuerà in sede giurisdizionale per evitare che ci siano cittadini italiani ed europei che non vedono rispettato il loro diritto a una libera scelta in tutto quello che concerne la sfera degli affetti familiari. Questa libertà dovrebbe stare a cuore anche ai cattolici, che si riempiono continuamente la bocca con una parola di cui pare non intendano bene il significato.

La ex-sottosegretaria alla Sanità Eugenia Roccella, deputata berlusconiana e cattolica fondamentalista, ha espresso la sua crudele soddisfazione perché la strada dell’eterologa “per chi volesse presentare un nuovo ricorso si presenta ora molto in salita”. E ha avuto perfino la faccia tosta di affermare che i ricorsi dei tribunali ordinari contro la legge 40 nascevano da “motivazioni ideologiche”. Di fronte a dichiarazioni come questa, c’è da vergognarsi a sentirsi ancora cristiani.

Come ha detto una delle donne che hanno fatto ricorso per poter realizzare il proprio diritto alla maternità, nonostante gli impedimenti biologici, si tratta semplicemente di non essere “costretti ad emigrare per amore, come fanno migliaia di altri italiani ogni anno”. E sempre a proposito di cristianesimo, è desolante constatare che la Chiesa cattolica, mentre combatte la sua battaglia assurda contro la genitorialità consapevole e fondata sull’affetto, emana poi sulla pedofilia del clero le disposizioni che i nostri lettori possono leggere nel documento che abbiamo pubblicato. Si parla tanto della casta dei politici, ma che dire di quella ecclesiastica? L’impressione è che abbiano ormai smesso da tempo di leggere il Vangelo.