Decisione molto ragionevole» è il commento a caldo di Eugenia Roccella, deputato del Pdl. «E la dimostrazione che i tribunali da cui il ricorso era partito hanno agito con troppa fretta. Una fretta che dimostra tutte le loro motivazioni ideologiche». In realtà la Consulta non è entrata nel merito. Perché allora definisce la decisione ragionevole? «Perché i tribunali avevano fatto ricorso sulla base di una sentenza della Corte Europea che nel frattempo è stata ribaltata. La prima decisio-neerafavorevo-le all’eterologa, quella finale contraria. Come avrebbe potuto la Consulta accoglierei’ ricorso al la luce d ell a nuova situazione? È logico che abbia restituito la palla ai giudici». Però la Corte Costituzionale non ha chiuso definitivamente la porta all’eterologa. La deputata Eugenia Roccella « E vero, la porta non è chiusa, ma la strada per chi volesse presentare un nuovo ricorso si presenta ora molto in salita. Ribaltata la decisione della Corte Europea, non esistono più appigli giuridici per rimettere in discussione il divieto di fecondazione eterologa». Perché si è arrivati a questo stallo? «E evidente che i tribunali ricorrenti hanno agito su base ideologica.Altrimenti non avrebbero avuto tanta fretta e avrebbero atteso la sentenza definitiva della Corte Europea. Da noi i tribunalipretendono di fare le leggi, invece di limitarsi ad applicarle». Forse i giudici volevano solo tutelare l’interesse di coppie per le quali il tempo è un fattore importante. «Forse, ma non mi pare che ci siano riusciti. E comunque avrebbero dovuto agire seguendo la legge». Cosa si aspetta ora? «In questo paese dove i tribunali hanno tale eccesso di creatività può accadere di tutto. Ma ne sono convinta: per loro la strada ora è tutta in salita».
Intervista ad Eugenia Roccella: “Troppa ideologia in quelle richieste ora non ci sono più appigli giuridici”
la Repubblica