Dimessa dopo un aborto, torna a casa trova il feto negli slip e sviene

Repubblica

E’ andata all’ospedale San Camillo, a Roma, per un aborto. Dopo l’intervento l’hanno controllata, poi dimessa e rimandata a casa. Ma la mattina successiva, dopo una notte di dolori, la ragazza si è svegliata per andare in bagno e, dopo aver abbassato gli slip, ha trovato il feto lì. Il caso di malasanità è stato denunciato dai legali della ragazza, intervenuti a Radio Radio.

"La procura della Repubblica si è già attivata procedendo al sequestro di ogni elemento necessario per chiarire questo tragico evento", ha detto uno dei due avvocati che, durante la trasmissione, ha raccontato tutta la vicenda. "La nostra assistita si era recata all’ospedale per un’interruzione volontaria della gravidanza, avendo accertato una malformazione del feto. L’intervento sembrava essersi concluso regolarmente, ma così non è stato. Rientrata a casa nel pomeriggio, ha trascorso la serata ordinariamente, nonostante i dolori, che pensava fossero ‘normali’. La mattina successiva, andando in bagno, nel tirarsi giù lo slip all’interno ha trovato il feto. Naturalmente è svenuta".

 

"Subito dopo – ha proseguito il legale – è stata soccorsa dai familiari. Voglio precisare che parliamo di una persona giovanissima che ha subito un grave trauma e, ovviamente, non sapeva neanche come comportarsi. Dopo lo shock, ha raccolto il feto, l’ha messo in un contenitore e si è recata presso un altro ospedale, sicuramente sfiduciata dal primo intervento. Nel secondo ospedale è stata ricoverata nuovamente per gli accertamenti – ha sottolineato l’avvocato – perché poi ci sono stati altri problemi fisici che non posso raccontare per tutelare la privacy della nostra cliente. Prima della dimissione erano stati fatti accertamenti di routine, che andavano a conclamare come l’intervento effettuato fosse riuscito ed è questo quello che non ci spieghiamo".

"Ora- ha continuato l’altro legale- ci troviamo a dover confortare la nostra cliente, che è in stato di shock. Abbiamo chiesto l’intervento di uno dei più grandi medici legali di Roma per andare fino in fondo. Siamo ancora in fase di indagine e ci sono particolari che non si possono divulgare".

"Quello che possiamo dire è che la cartella clinica è stata sequestrata, insieme ad altro materiale utile per le indagini. Il sequestro è avvenuto non solo presso l’ospedale in cui è stato fatto l’intervento, ma anche presso il secondo che l’ha presa in cura. Ora quello che dobbiamo fare – ha concluso l’avvocato – è stare vicino alla ragazza".