Le cose sono andate decisamente male. Le ragioni del “regime” riminese che vuole proibire la conoscenza ai cittadini e bagnati hanno ottenuto il loro obbiettivo.
I consiglieri di maggioranza hanno contestato la Presidente di commissione per la nostra presenza. Hanno richiesto di stralciare la nostra posizione. Le ragioni avanzate sono la mancanza di rappresentatività delle associazioni invitate. Così invece di definire una nuova occasione per continuare i lavori allargando a chi altro chiedesse di partecipare si è spinto e ottenuto di escludere anche le presenti, pertanto escludendo dal tavolo le uniche ragioni presenti della società civile.
Tra il pubblico ho riconosciuto
Rimasto al tavolo in rappresentanza delle ragioni dei cittadini solo Antonio Faggioli dell’Associazione Medici per l’ambiente che ha potuto limitare il suo intervento sulla necessità della partecipazione e della attuazione di questo punto della legge 116/2008. Non hanno avuto la forza di escluderlo in quanto invitato e arrivato da fuori provincia e personalità autorevole nel panorama regionale per quanto riguarda la sanità.
Le ragioni della nostra iniziativa non ha ricevuto in questi anni l’adesione delle associazioni riminesi impegnate su altri fronti con disinteresse per quanto riguarda la battaglia per il diritto alla salute. In diverse occasioni invece abbiamo ricevuto aperta ostilità. Ci chiediamo su chi si sono fatti forza i consiglieri comunali di maggioranza per sostenere la loro richiesta di estrometterci.
Per quanto ci riguarda continueremo a tenere il punto forti della regioni della legge e della legalità. Continua l’attività dello sportello Soccorso Civile sul tema Balneazione e Salute a cui l’avvocato Massimo Manduchi da patrocinio gratuito.
La rassegna stampa illustra poi il taglio degli interventi e dei contenuti:
Il resto del carlino
Balneazione, tuffi vietati per
In caso di sforamenti si allarga la zona interdetta ma solo per 24 ore
BALNEAZIONE: la prossima estate cambieranno le ‘regole d’ingaggio’. In caso di (malaugurati) nuovi superamenti dei limiti di legge della concentrazione nelle acque marine di microrganismi tossici per l’uomo, i divieti di fare il bagno saranno abbondantemente ‘allargati’ in termini di spazio.
Manca l’ufficialità, ma come ha riferito il responsabile Ausl Francesco Toni in seconda commissione consiliare ieri mattina, il divieto di entrare in acqua salirà dagli attuali
A ‘compensare’ questa estensione arriverà però una riduzione del periodo di divieto: l’estate scorsa era in automatico di 48 ore.
Com’è noto, i guai l’estate scorsa hanno riguardato, sulla riviera, soprattutto il comune di Rimini, sul cui arenile sono scattati a ripetizione, a partire dal mese di giugno, i divieti di balneazione sono scattati dopo piogge di particolare intensità. E conseguente apertura dei cosiddetti ‘sfioratori’ che regolano i canali di sfogo. Si è arrivati a oltre
I tempi per una decisione ufficiale, da parte delle autorità sanitarie, di concerto con la Regione, sono stretti: dal primo maggio scatta per ordinanza l’avvio ufficiale della stagione balneare.
Per quella data i giochi dovranno essere ampiamente compiuti. Quindi, un mese per decidere.
«La materia è complicata e non vi sono certezze scientifiche — ha spiegato Toni nella commissione presieduta da Carla Franchini, che ha voluto il tema balneazione all’ordine del giorno —. Per questo i parametri sono cambiati ogni anno».
Nel 2010 erano 24 ore e
Il responsabile provinciale di Arpa, Mauro Stambazzi, ha spiegato come funziona il monitoraggio delle acque, assicurando maggiore pubblicità in caso di guai. Stambazzi ha anche spiegato che, l’estate scorsa, nelle zone colpite da divieto i controlli hanno quasi sempre dato, anche «a caldo», esiti positivi: cioè acqua ok. Dal canto suo invece Toni ha messo in guardia dal fare il bagno l’estate prossima nelle zone interdette. Arduini (M5 Stelle) ha detto che «gli operatori andavano a rimuovere i cartelli
Mario Gradara
Corriere Romagna
ESTATE IN SALUTE, SI SPERA
Scarichi in mare, cambiano le regole
Allo studio l’ordinanza comunale sul divieto di balneazione in caso di apertura delle fosse
Bagno proibito solo per 24 ore ma su
di Patrizia M. Lancellotti
RIMINI. La stagione balneare è alle porte e l’amministrazione comunale deve correre ai ripari, evitando che l’indagine della procura sugli scarichi fognari a mare si estenda anche alle procedure di competenza del sindaco sul divieto di balneazione in caso di apertura degli sfioratori.
Un’ordinanza il più concertata possibile, quella che si appresta a preparare l’assessorato all’Ambiente, e che dovrebbe cambiare alcune regole: il divieto di fare il bagno in mare in occasione di eventi meteorologici che obblighino all’a per tu ra delle fosse potrebbe durare solo 24 ore, invece delle 48 attuali (com’era nel 2010 e prima) mentre dovrebbe allungarsi il tratto di mare in cui persiste il divieto, passando dagli attuali
Decisioni, ancora non ufficiali, maturate dopo un lungo lavoro durante i mesi invernali con tutti i soggetti preposti alla salvaguardia delle acque di balneazione. Tra questi Ausl e Arpa, rappresentati ieri in commissione consiliare dove il tema è stato discusso, dal dottor Francesco Toni, direttore del dipartimento sanità pubblica (nonché consulente della procura per l’inchiesta in corso) e Mauro Stambazzi, direttore Arpa Rimini.
Proprio lui ha spiegato che, riferendosi ai dati raccolti per la sperimentazione del progetto regionale previbalneazione, partita proprio a Rimini, «nonostante i campionamenti siano fatti secondo esigenze sperimentali abbiamo ragione di ritenere che anche dopo periodi inferiori alle 48 ore dopo la chiusura degli scolmatori in mare, i livelli rientrino nei limiti. Si tratta però di verificare durata ed estensione, perché dipende dalle condizioni meteo e del mare che si verificano di volta in volta».
Manca ancora una decisione su come avverrà la comunicazione ai bagnanti del divieto di balneazione (molto carente gli anni passati) mentre il piano delle fogne procede con l’assegnazione dei lavori per il raddoppio del depuratore di Santa Giustina e l’emanazione del bando europeo per la nuova condotta fognaria da Bellaria a Santa Giustina.