Resoconto Commissione Balneazione Salute del 23 marzo 2012

Testate Varie

Le cose sono andate decisamente male. Le ragioni del “regime” riminese che vuole proibire la conoscenza ai cittadini e bagnati hanno ottenuto il loro obbiettivo.

I consiglieri di maggioranza hanno contestato la Presidente di commissione per la nostra presenza. Hanno richiesto di stralciare la nostra posizione. Le ragioni avanzate sono la mancanza di rappresentatività delle associazioni invitate. Così invece di definire una nuova occasione per continuare i lavori allargando a chi altro chiedesse di partecipare si è spinto e ottenuto di escludere anche le presenti, pertanto escludendo dal tavolo le uniche ragioni presenti della società civile.

Tra il pubblico ho riconosciuto Sergio Giordano presidente della Associazione Basta Merda in Mare.

Rimasto al tavolo in rappresentanza delle ragioni dei cittadini solo Antonio Faggioli dell’Associazione Medici per l’ambiente che ha potuto limitare il suo intervento sulla necessità della partecipazione e della attuazione di questo punto della legge 116/2008. Non hanno avuto la forza di escluderlo in quanto invitato e arrivato da fuori provincia e personalità autorevole nel panorama regionale per quanto riguarda la sanità.

Le ragioni della nostra iniziativa non ha ricevuto in questi anni l’adesione delle associazioni riminesi impegnate su altri fronti con disinteresse per quanto riguarda la battaglia per il diritto alla salute. In diverse occasioni invece abbiamo ricevuto aperta ostilità. Ci chiediamo su chi si sono fatti forza i consiglieri comunali di maggioranza per sostenere la loro richiesta di estrometterci.

Per quanto ci riguarda continueremo a tenere il punto forti della regioni della legge e della legalità. Continua l’attività dello sportello Soccorso Civile sul tema Balneazione e Salute a cui l’avvocato Massimo Manduchi da patrocinio gratuito.

La rassegna stampa illustra poi il taglio degli interventi e dei contenuti:

 

Il resto del carlino
Balneazione, tuffi vietati per 600 metri

In caso di sforamenti si allarga la zona interdetta ma solo per 24 ore

BALNEAZIONE: la prossima estate cambieranno le ‘regole d’ingaggio’. In caso di (malaugurati) nuovi superamenti dei limiti di legge della concentrazione nelle acque marine di microrganismi tossici per l’uomo, i divieti di fare il bagno saranno abbondantemente ‘allargati’ in termini di spazio.
Manca l’ufficialità, ma come ha riferito il responsabile Ausl Francesco Toni in seconda commissione consiliare ieri mattina, il divieto di entrare in acqua salirà dagli attuali 150 metri a nord e a sud dello ‘sfioratore’, addirittura a ben 300 metri nord e altrettanti sud. Un raddoppio: in totale dunque 600 metri lineari di mare proibito: una striscia piuttosto lunga. Che potrebbe, in caso di sfioratori contigui in tilt, moltiplicarsi.
A ‘compensare’ questa estensione arriverà però una riduzione del periodo di divieto: l’estate scorsa era in automatico di 48 ore.
Com’è noto, i guai l’estate scorsa hanno riguardato, sulla riviera, soprattutto il comune di Rimini, sul cui arenile sono scattati a ripetizione, a partire dal mese di giugno, i divieti di balneazione sono scattati dopo piogge di particolare intensità. E conseguente apertura dei cosiddetti ‘sfioratori’ che regolano i canali di sfogo. Si è arrivati a oltre 3 km di mare vietato. In pratica, più volte, in mare è finito di tutto. Con non poche denunce di persone che hanno lamentato problemi di salute. E polemiche sulla visibilità dei cartelli di divieto. «Nella prossima stagione turistica i tempi di divieto dovrebbe scendere decisamente — prosegue Toni — a 36 o 24 ore».
I tempi per una decisione ufficiale, da parte delle autorità sanitarie, di concerto con la Regione, sono stretti: dal primo maggio scatta per ordinanza l’avvio ufficiale della stagione balneare.
Per quella data i giochi dovranno essere ampiamente compiuti. Quindi, un mese per decidere.
«La materia è complicata e non vi sono certezze scientifiche — ha spiegato Toni nella commissione presieduta da Carla Franchini, che ha voluto il tema balneazione all’ordine del giorno —. Per questo i parametri sono cambiati ogni anno».
Nel 2010 erano 24 ore e 50 metri (per ‘lato’) di divieto; l’estate scorsa 48 ore e 150 metri; quest’anno si cambia ancora. Toni, nonostante le domande dei commissari di vari partiti, non ha risposto sulla situazione giudiziaria, dove ha ruolo di perito: «Non possono parlare dei malati, comunque è complicato».
Il responsabile provinciale di Arpa, Mauro Stambazzi, ha spiegato come funziona il monitoraggio delle acque, assicurando maggiore pubblicità in caso di guai. Stambazzi ha anche spiegato che, l’estate scorsa, nelle zone colpite da divieto i controlli hanno quasi sempre dato, anche «a caldo», esiti positivi: cioè acqua ok. Dal canto suo invece Toni ha messo in guardia dal fare il bagno l’estate prossima nelle zone interdette. Arduini (M5 Stelle) ha detto che «gli operatori andavano a rimuovere i cartelli informativi». Mauro (Pdl) ironizza: «Spero che il Comune non chieda ai bagnini di pagare la sanatoria anche per i pali di sostegno dei cartelli di divieto, ostacolando la legge». Giuliana Moretti (Pdl): «Io a Rimini vado poco in mare, preferisco la Vallugola, dove l’acqua è più bella». La Franchini (M5S): «Io faccio il bagno a Rimini». Stambazzi ha auspicato che «anche quando aprirà il nuovo depuratore di Santa Giustina non venga dismesso quello di Bellaria, potrebbe servire in emergenza». L’assessore Sara Visintin e il consigliere Allegrini hanno ricordato i vari interventi avviati e previsti da parte del Comune: raddoppio di Santa Giustina; dorsale nord di separazione acque bianche e nere; Rimini Isola a San Giuliano; vasca di laminazione all’ospedale; messa in sicurezza (entro 5 anni) di 8 sfioratori su 11 a Rimini sud.
Mario Gradara

 

Corriere Romagna
ESTATE IN SALUTE, SI SPERA

Scarichi in mare, cambiano le regole

Allo studio l’ordinanza comunale sul divieto di balneazione in caso di apertura delle fosse

Bagno proibito solo per 24 ore ma su 600 metri di costa. Comunicazione non ancora decisa

di Patrizia M. Lancellotti

RIMINI. La stagione balneare  è  alle porte  e  l’amministrazione  comunale deve  correre  ai ripari,  evitando  che  l’indagine della procura sugli scarichi  fognari  a  mare  si  estenda  anche  alle  procedure  di  competenza  del sindaco sul divieto di balneazione  in  caso  di  apertura  degli  sfioratori.

Un’ordinanza  il  più  concertata  possibile,  quella che si appresta a preparare  l’assessorato  all’Ambiente,  e  che  dovrebbe cambiare alcune regole: il divieto di fare il bagno in mare  in  occasione  di  eventi  meteorologici  che obblighino  all’a per tu ra delle fosse potrebbe durare solo 24 ore, invece delle 48  attuali  (com’era  nel 2010  e prima)  mentre dovrebbe allungarsi il tratto di mare in cui persiste il divieto, passando dagli attuali 300 metri (150 a sud e 150  a  nord  della  fossa)  a 600  metri. 

Decisioni,  ancora  non  ufficiali,  maturate dopo un lungo lavoro durante  i mesi  invernali con tutti i soggetti preposti alla salvaguardia delle acque di balneazione. Tra questi  Ausl  e  Arpa,  rappresentati ieri in commissione consiliare dove il tema  è  stato  discusso,  dal dottor Francesco Toni, direttore  del  dipartimento sanità  pubblica  (nonché consulente  della  procura per l’inchiesta in corso) e Mauro  Stambazzi,  direttore Arpa Rimini.

Proprio lui  ha  spiegato  che,  riferendosi  ai  dati  raccolti per  la  sperimentazione del  progetto  regionale previbalneazione, partita proprio  a Rimini,  «nonostante  i  campionamenti siano  fatti  secondo  esigenze sperimentali abbiamo  ragione  di  ritenere che anche dopo periodi inferiori alle 48 ore dopo la chiusura degli scolmatori in mare, i livelli rientrino nei limiti. Si tratta però di verificare  durata  ed  estensione,  perché  dipende dalle condizioni meteo e del mare che si verificano di volta in volta».

Manca ancora una decisione su come avverrà la comunicazione  ai  bagnanti  del  divieto  di  balneazione  (molto  carente gli anni passati) mentre il piano delle fogne procede con l’assegnazione dei lavori  per il  raddoppio del depuratore  di  Santa  Giustina  e  l’emanazione  del bando europeo per la nuova  condotta  fognaria  da Bellaria  a  Santa  Giustina.