Leggi qui l’articolo e il commento di Gustavo Fraticelli.
Sesso a pagamento e disabilità
13.03 | 17:52
Da persona con disabilità ritengo che l’argomento sia un tabù, anche perché, quelle rare volte che ammettiamo di averne fruito,non lo si racconta, ma lo si “confessa”; termine sempre correlato a qualcosa che non è lecito o peccaminoso fare. Io invece affermo semplicemente di aver fatto e di fare ricorso tutt’ora, ai servizi delle sex workers, non ravvisandovi nulla di ché. L’unica cosa che denuncio fermamente è la mancanza totale di regolamentazione di questa professione da parte delle autorità, anzi la sua ipocrita benpensante criminalizzazione, che la rende aleatoria e piena di rischi di ogni sorta, sia per le sex workes, sia in modo particolare per i disabili che decidono di avvalersi delle loro attività.
Gustavo Fraticelli