Ieri, mercoledì 18 aprile, l’Associazione Luca Coscioni ha depositato un esposto presso la Procura della Repubblica di Roma nel quale chiede che si indaghi in relazione a due aspetti particolarmente delicati connessi alla distruzione di gameti e embrioni all’ospedale San Filippo Neri. Da una parte chiediamo che si valuti l’integrazione della fattispecie di omissione di atti d’ufficio ex art. 328 c.p. da parte della Regione Lazio, nella persona del suo Presidente Renata Polverini, la quale, nonostante le interrogazioni regionali non ha mai risposto né preso provvedimenti a riguardo.
In secondo luogo chiediamo che si indaghi sulla configurabilità del reato di soppressione di embrioni previsto dall’art. 14 della legge 40/2004 in forma omissiva. La struttura ospedaliera, invero, assumendo una posizione di garanzia, avrebbe dovuto impedire l’evento dannoso attraverso un controllo idoneo che evidentemente non è stato posto in essere.
Fin dall’entrata in vigore della legge sulla procreazione medicalmente assistita, abbiamo affermato che la parte della norma che tutti approvavamo è quella in cui sono stabiliti controlli nei centri e un registro nazionale dei centri di fecondazione. Infatti, legge sulla procreazione medicalmente assistita e i DLgs successivi su sicurezza e tracciabilità prevedono che le Regioni effettuino controlli nei centri di procreazione medicalmente assistita, prevedono che nella struttura di PMA vi sia un responsabile che si occupi dei crioconservatori e prevedono che la struttura per essere autorizzata all’esercizio abbia precise caratteristiche tecniche. Al S. Filippo Neri, non è mai stata fatta un’ispezione da parte della Regione per la verifica dei requisiti tecnici. Al S. Filippo Neri, come risulta dalle notizie apprese dai mass media, c’era un allarme che segnalava che i crioconservatori stavano per perdere la loro funzione di mantenimento embrioni e gameti, ma nessuno è intervenuto.
Il presidente Polverini era a conoscenza di tale grave inadempienza, perché i consiglieri regionali lista Bonino Pannella Rocco Berardo e Giuseppe Rossodivita hanno depositato già nel 2010 una interrogazione proprio sui mancati controlli regionali, a cui non vi è stata alcuna risposta.
Le coppie che si sono rivolte al S. Filippo neri pensavano che la struttura fosse regolarmente autorizzata ma così non è, e poichè sono state violate le norme sulla sicurezza che sono in vigore per ogni tipo di materia le genetico, vogliamo che siano accertatele responsabilità e puniti l’illeciti previsti per legge.
Dunque il nostro esposto mira a dare un contributo per ristabilire legalita’, trasparenza e rispetto dei diritti in ambito sanitario, ambito in cui troppo spesso si bada ad aspetti economici trascurando il fondamentale rispetto delle garanzie in materia sanitaria per il rispetto del diritto alla salute.