Il lavoro degli scienziati è importante per milioni di persone

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Barbara Forrest
Occhiello
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Ogni organizzatore che ostacola l’istinto umano a prendersi cura dei malati dovrà fare i conti con la propria coscienza. Cosa succederebbe se scienziati come Minger e Cattaneo con la loro ricerca sulle cellule staminali riuscissero a trovare delle cure? Gli stessi che erano contrari ostacolerebbero anche quelle cure?

Nel mio primo articolo sul Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica, scrissi di Elena Cattaneo, una scienziata che in Italia fa ricerca sulle cellule staminali. In quell’occasione conobbi anche il suo amico Charles Sabine, un corrispondente della NBC di Londra. Quando gli chiesi casualmente quale sarebbe stato l’argomento della sua presentazione, mentre ci avviavamo insieme in pullman verso la prima sessione, lui mi rispose: “Non lo dirò!”. Più tardi capii – come tutti – perché aveva mantenuto il segreto fin quando non era stato il suo turno di parlare. Sabine mostrò dei video delle sue missioni all’estero. In passato egli ha rischiato la sua vita per la copertura giornalistica in Iraq e in altre zone dove, disse, “i pericoli del dogma religioso sono scritti col sangue”. Egli usa quei video per parlare della paura. Sabine sa bene cosa sia la paura. Una volta in Yugoslavia un guerrigliero mujaheddin gli puntò al petto per cinque ore un AK 47 e pregò Allah tenendo una granata attiva sulla testa di Sabine. Eppure egli sostiene che quella paura non era nulla paragonata a quello che lui vive ora: “Né quel momento, né altri che ho vissuto instilla più terrore della Còrea di Huntingto. Non passa ora senza che io immagini come perderò la qualità della mia vita o che mi chieda se sarò in grado di ballare con mia figlia neonata, al suo sedicesimo compleanno”.Sabine ha il gene della Còrea di Huntington. La professoressa Cattaneo fa il tipo di ricerca che un giorno potrebbe salvare le persone da questa malattia genetica della quale è morto il padre di Sabine, uno stimato militare di carriera; di cui soffre attualmente suo fratello, avvocato laureato a Oxford e di cui anche Sabine morirà. Sabine conta su scienziati come la Cattaneo e chiede di sostenere il loro diritto a effettuare la ricerca che potrà salvare vite umane ma che arriverà troppo tardi per salvare lui. Egli avverte: “Non sottovalutate il significato che il lavoro degli scienziati ricopre per milioni di persone nel mondo che soffrono di queste malattie e per i loro cari, che sono perfino più numerosi, che perlustrano i giornali e internet alla ricerca di ogni singolo frammento di notizia che arrivi dai loro laboratori”.
Egli aggiunge che ogni organizzazione che ostacola l’istinto umano a prendersi cura e a curare i malati “dovrà fare i conti con la propria coscienza. E prego per il bene dei loro membri affinché né loro né nessuno dei loro famigliari soffra di una di quelle malattie di cui essi impediscono la cura”.

La sua presentazione, che includeva foto della sua famiglia, è arrivata al cuore di tutto il pubblico. Sabine ha ricevuto un lungo applauso. Uno scienziato pachistano che si era alzato in piedi era indignato che non avessimo fatto una standing ovation. Ma penso che le persone fossero troppo commosse per alzarsi in piedi. Cosa fareste voi se qualcuno vi raccontasse una storia personale così toccante?
Un’altra affascinante presentazione è stata fatta da Stephen Minger, uno scienziato americano che fa in Inghilterra un tipo di ricerca pioneristica sulle cellule staminali che non gli hanno permesso di fare negli Stati Uniti. Il suo lavoro mira a trovare una cura per il diabete di tipo I, il Parkinson e i traumi cerebrali. Sul suo sito Minger spiega che il suo laboratorio ha creato la prima linea cellulare embrionale “portatrice di una malattia cistica nota, la fibrosi cistica” e che sta “depositando queste cellule nella banca delle cellule staminali del Regno Unito, dove saranno a disposizione dei ricercatori di tutto il mondo”. Minger è fortunato a non vivere in Louisiana. Quando tornai a casa dal Belgio assistetti all’approvazione di una legge che condanna gli scienziati della Louisiana “ai lavori forzati per non più di dieci anni o a una sanzione di non più di diecimila dollari o a entrambi” se fanno lo stesso tipo di ricerca che Minger fa in Inghilterra e che un giorno potrebbe risparmiare i vari Charles Sabine e le loro famiglie dalla terribile sofferenza fisica ed emotiva che devono sopportare.L’anno scorso in Louisiana sono stati vietati i finanziamenti sia statali che federali alla ricerca sulle cellule staminali. Se gli scienziati come Minger e la Cattaneo riuscissero a trovare le cure attraverso la loro ricerca sulle cellule staminali, le persone che l’hanno vietata vieteranno anche quelle cure a quelli che amano e che sono colpiti da quelle stesse malattie? Tutti noi conosciamo la risposta a questa domanda.
(Traduzione a cura di Carmen Sorrentino)