Ancona, presso il circolo Ua.a.r. Cellule Staminali. Aspetti scientifici ed etico-sociali.

27 Novembre 2009 00.00

Ancona, Venerdì 27 Novembre

Nell’ambito dell’incontro organizzato dal Circolo UAAR di Ancona è intervenuto il Dott. Paolo Vezzoni, direttore del progetto Genoma Umano dell’istituto di Tecnologie Biomediche del CNR di Segrate-Milano, il quale ha parlato sia degli aspetti scientifici e puramente tecnici delle nuove tecnologie biomediche che interessano le cellule staminali sia degli aspetti etico-sociali conseguenti.

Dal punto di vista tecnico va ricordato che le uniche cellule completamente indifferenziate, quindi le uniche che potenzialmente possono produrre tutti i tessuti, sono quelle "totipotenti" presenti negli embrioni. Le cellule staminali dell’adulto hanno, per ora, dimostrato una capacità di produzione cellulare molto limitata (solo cellule del sangue). Gli ultimi sviluppi nel campo sono molto interessanti perché anche se allo stato adulto non possono riparare tessuti danneggiati si possono, grazie alla terapia genetica, far involvere allo stadio indifferenziato delle cellule staminali totipotenti. Queste cellule staminali risultati, definite "cellule staminali indotte", permetterebbero in linea teoria di avere a disposizioni molte cellule staminali simili a quelle embrionali senza risvolti etici e di facile reperimento. Purtroppo questa nuova tecnologia presenta anche dei problemi come l’alto tasso di produzione cellulare incontrollata che sfocia in veri e propri tumori. A livello governativo il primo tentativo di rendere chiare le potenzialità terapeutiche, con i relativi problemi etici da considerare, è la commissione istituita dal Ministro della Salute Veronesi nel 2000. La commissione era presieduta dal Professor Dulbecco e ha cercato di raccogliere tutte le informazioni presenti nella letteratura scientifica sulle cellule staminali e di valutarne la portata sia scientifica che etica. Dal rapporto della commissione si stabilisce che risulta esente dal dibattito etico  l’uso delle cellule staminali adulte e da cordone ombelicale, fatto salvo che sia stato ottenuto il consenso informato del donatore e che la sua salute non ne venga compromessa, l’uso di cellule staminali da materiale abortivo, l’uso di cellule staminali da trasferimento nucleare.  Risultano invece lasciati al dibattito etico l’uso di materiale da embrioni soprannumerari, andrà considerato il problema degli embrioni congelati, di quelli non congelati ma che eccedono il numero impiantabile, di quelli che non vengono valutati “idonei per l’impianto” per motivi morfologico di integrità, l’uso di singole cellule ottenute dalla blastocisti, durante la fase diagnostica preimpianto della fecondazione assistita, senza alterarne il potenziale di sviluppo embriogenetico, l’uso di embrioni prodotti specificamente per scopi terapeutici. Dal punto di vista etico il dibattito si struttura principalmente considerando le diverse impostazioni filosifico-religiose sull’embrione: l’embrione inteso come persona,  come insieme di cellule e quindi non definibile come persona e la visione intermedia di embrione all’inizio del processo di formazione della persona. La legge 40 abbraccia la prima visione dichiarando vietata qualsiasi sperimentazione su ciascun embrione umano e consentita solo a condizione che si perseguano finalità esclusivamente terapeutiche e diagnostiche ad essa collegate volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell’embrione stesso, e qualora non siano disponibili metodologie alternative. Sono, comunque, vietati:a) la produzione di embrioni umani a fini di ricerca o di sperimentazione o comunque a fini diversi da quello previsti anteriormente; b) ogni forma di selezione a scopo eugenetico degli embrioni e dei gameti ovvero interventi che, attraverso tecniche di selezione, di manipolazione o comunque tramite procedimenti artificiali, siano diretti ad alterare il patrimonio genetico dell’embrione o del gamete ovvero a predeterminarne caratteristiche genetiche, ad eccezione degli interventi aventi finalità diagnostiche e terapeutiche;c) interventi di clonazione mediante trasferimento di nucleo o di scissione precoce dell’embrione o di ectogenesi sia a fini procreativi sia di ricerca;d) la fecondazione di un gamete umano con un gamete di specie diversa e la produzione di ibridi o di chimere. Il Dott. Paolo Vezzoni ricorda anche che bisogna eliminare alcuni preconcetti nel dibattito sui temi etici chiarendo che non deve essere necessariamente uno scienziato a sentenziare cosa sia giusto o sbagliato ma il giudizio deve essere espresso solo conoscendo l’argomento e il filosofo non puó dire come lo scienziato deve comportarsi. Gli argomenti oggetto di dibattito etico sono principalmente il continuum dello sviluppo embrionale, il concetto di potenza, quello della soglia e dell’inadeguatezza complessiva.  Il problema centrale peró rimane su che base si assegna la qualifica di persona all’embrione. San Tommaso inquadrava nel principio aristotelico della materia proporzionata il 40 giorno come il momento in cui l’anima si impianta nell’embrione.

Il Dott. Vezzoni conclude spiegando che si puó dividere la questione definendo la prospettiva di partenza: se si crede che questa definizione di persona sia scritta da qualche parte (Bibbia, Corano  ecc…) oppure che possa  essere autonomamente affermata, quindi arbitrariamente stabilita. Relativamente alla legge 40 lascia la risposta in sospeso ma a noi sembra abbastanza chiara che la scelta sia stata fatta sulla prima definizione di persona , scelta che risulta essere piú di stampo teocratico che laico.

Andrea Coltrinari.

Città
Ancona