L’incontro è intitolato "Liberi con gli OGM. Per un’agricoltura senza pregiudizi e bugie". Parteciperanno, fra gli altri, Edoardo Boncinelli (Università Vita-Salute, Milano); Luigi Frati (Università di Roma La Sapienza); Silvio Garattini (Istituto Mario Negri); Cinzia Caporale (Comitato Nazionale di Bioetica); Duilio Campagnolo (Futuragra); Roberto Defez (CNR, Napoli); Gilberto Corbellini (Associazione Luca Coscioni); Alberto Oliverio (Università di Roma La Sapienza); Piergiorgio Odifreddi (Università di Torino); Giuliano D’Agnolo (Comitato Biosicurezza); Luciano Caglioti (Comitato Biosicurezza); Elena Cattaneo (Università di Milano); Amedeo Pietri (Università Cattolica di Piacenza); Francesco Sala (Università di Milano); Luca Marini (Comitato Nazionale di Bioetica);
Pino Macino (Università di Roma La Sapienza); Giorgio Cantelli Forti (Società Italiana di Tossicologia); Felice Cervone (Società Italiana di Fisiologia Vegetale); Angelo M. Petroni (Università di Bologna); Lorenza Daroda (Enea); Gianluigi Condorelli (CNR); Ezio Bussoletti, Università di Napoli Parthenope; Carlo Stagnaro (Istituto Bruno Leoni); Antonio Gaspari (Cristiani per l’Ambiente)
Lo scopo dei ricercatori è ribattere all’operazione "Liberi da OGM", richiamando l’attenzione sull’enorme mole di evidenze scientifiche rassicuranti accumulate in due decenni di sperimentazioni sugli OGM e dieci anni di commercializzazione dei prodotti da essi derivati. Quanto può valere una consultazione popolare basata su un quesito tendenzioso, eseguita con modalità come gli Sms che non consentono alcuna forma di controllo, per di più accompagnata da una campagna di disinformazione che distorce i dati scientifici per far apparire gli OGM inutili e dannosi mentre ne occulta i vantaggi sanitari, ambientali ed economici? Quanti italiani sanno, ad esempio, che a causa delle nostre condizioni climatiche metà del mais italiano ha un contenuto di tossine fungine cancerogene e teratogene superiore alla soglia consentita dalla normativa europea? E che il mais OGM già coltivato in Spagna, Francia e Germania, ma non in Italia, consente di ridurre drasticamente la presenza di queste pericolose sostanze, dette fumonisine? Questi dati, che non hanno mai raggiunto l’opinione pubblica e in qualche caso sono stati oggetto di una sorta di cover-up tanto da meritare un’interrogazione parlamentare, saranno finalmente presentati e discussi all’appuntamento romano organizzato da Sagri, il coordinamento Salute Agricoltura Ricerca.Tra i soggetti fondatori di Sagri figurano la Società italiana di genetica agraria e la Società italiana di tossicologia, i cui consensus documents sugli OGM rappresentano la posizione di diecimila ricercatori italiani a dimostrazione del fatto che la comunità scientifica nazionale, come quella internazionale, è schierata massicciamente a favore degli OGM. Alla nascita del coordinamento hanno contribuito anche l’associazione di imprenditori agricoli Futuragra e l’associazione per la libertà di ricerca scientifica Luca Coscioni. Aderiscono, inoltre, la Società Italiana di Fisiologia Vegetale, l’associazione Galileo 2001, la Fondazione Umberto Veronesi, l’Istituto Bruno Leoni, l’associazione dei Cristiani per l’ambiente, l’Osservatorio sulla bioetica della Fondazione Einaudi.