ROMA – Le procedure per incrementare la sicurezza nell’impiego delle cellule staminali, considerate ormai dalla comunità scientifica internazionale una risorsa nella cura di patologie perle quali non esistono terapie alternative, sono sempre più al centro del dibattito fra i ricercatori, in Italia e all’estero.
Proprio la sicurezza terapeutica e l’individuazione di precisi protocolli nelle diverse fasi di sviluppo in laboratorio delle cellule, sono al centro del seminario internazionale "La sicurezza nelle terapie avanzate" che vede riuniti oggi studiosi e ricercatori, italiani e stranieri, alla Camera dei Deputati. Lo sviluppo delle potenzialità di questo strumento, al centro delle terapie cellulari o più in generale della cosiddetta "medicina rigenerativa" che punta a riparare organi e tessuti danneggiati, ha infatti come nodo fondamentale l’individuazione di quelle garanzie necessarie a evitare che le cellule staminali inoculate possano sviluppare una maggiore incidenza di tumori nei pazienti interessati.
A lanciare l’iniziativa, in partnership con la direzione scientifica dell’Ospedale Niguarda è stato il Bioscience Institute. In Europa è una delle più importanti cell factories, strutture che dispongono di laboratori capaci di seguire l’intero ciclo di sviluppo delle cellulare staminali, dalla loro produzione sterile al controllo finale di qualità. Molti gli esperti presenti, a partire da un’autorità in materia, l’italoamericano Camillo Ricordi. Professore alla Miami Miller School of Medicine, Ricordi è riuscito, con una tecnica che non ha precedenti, a rigenerare il pancreas attraverso il trapianto di una serie di cosiddette isole pancreatiche evitando così il rischio frequente di rigetti. Ma non solo: oltre al direttore scientifico del Bioscience Institute, Carlo Ventura, si sono dati appuntamento al Cenacolo di Montecitorio ricercatori, professori, esponenti politici, rettori universitari come quello della Sapienza di Roma Luigi Frati, il direttore del Centro nazionale trapianti Alessandro Nanni Costa e membri dell’Istituto superiore di sanità.
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