La commissione Affari sociali è stata sollecitata dal presidente della Camera Gianfranco Fini a terminare l`iter sul fine vita, acquisendo i pareri delle altre commissioni. Lo ha reso noto ieri il presidente della stessa commissione, Giuseppe Palumbo. Affari sociali ha approvato la proposta di legge («Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat)») ma è ancora in attesa dei pareri delle commissioni Giustizia, Affari costituzionali, Bilancio e Lavoro. La calendarizzazione della proposta di legge era stata chiesta nell`ultima conferenza dei capigruppo dal leader dell`Udc, Pier Ferdinando Casini. Il testo preso in esame è il disegno di legge approvato al Senato il 26 marzo del 2009, a cui sono state apportate alcune modifiche frutto anche di un accordo stipulato all`inizio dell`iter a Montecitorio in seno alla maggioranza con l`ala finiana, che per bocca del presidente della Camera aveva più volte espresso critiche al ddl varato da Palazzo Madama. Comunque tale accordo ora sembra essere saltato, e il problema è svincolare l`iter del provvedimento dalle conflittualità di questa fase della vita politica, con l`auspicio che un confronto ispirato alla difesa della vita, anche nella sua fase terminale, consenta in sede di dibattito in aula di migliorare alcuni punti non convincenti. Da rammentare che al Senato il testo approvato, nelle sessanta votazioni a scrutinio segreto ha raccolto consensi più ampi della maggioranza. Nel presentare, ai primi di agosto, l`agenda bioetica del governo il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ribadì che l`esecutivo è «fermamente contrario a ogni processo eutanasico», ricordando che «il 90% del Senato, in due mozioni convergenti, ha affermato che alimentazione e idratazione non sono terapie». Composta di 9 articoli, la proposta di legge tutela la vita umana come diritto inviolabile e indisponibile, garantito anche nella fase terminale e quando la persona non sia più in grado di intendere e di volere. Si vieta ogni forma di eutanasia, il suicidio assistito e trattamenti straordinari e non proporzionati. La norma dà priorità ad alleanza terapeutica e consenso informato. Alimentazione e idratazione non possono essere oggetto di Dat. Dichiarazioni espresse al di fuori dei modi previsti dalla legge «non hanno valore e non possono essere utilizzati ai fini della ricostruzione della volontà».
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