La mappa dell’Italia che si arricchisce di spilli blu, uno per ogni Comune dove sono state intraprese iniziative per ottenere l’istituzione dei registri del testamento biologico, e consultabile sul sito dell’ Associazione Luca Coscioni, ed è l’inequivocabile segno dell’ iperattivismo radicale (prossima tappa, il Comune di Ferrara).
Obiettivo dichiarato è introdurre l’eutanasia legale in Italia, come testimonia la petizione al Parlamento per la quale si stanno raccogliendo le firme: «Con Welby ed Englaro, liberi di scegliere: petizione al Parlamento per il Testamento biologico e I’eutanasia». Vi si parla di «diritto all’autodeterminazione», lotta all’ «eutanasia clandestina» e alla «cattiva morte all’italiana» chiedendo il «riconoscimento legale del testamento biologico» e la possibilità di rinunciare alla nutrizione e idratazione artificiale». Giusto per capire a cosa puntano richieste di cui spesso sentiamo parlare.
Proprio su autodeterminazione, nutrizione e testamento biologico verteva il convegno «Ecce homo. Ma se questo è un uomo. Umanizzazione e de umanizzazione del dolore nel morire» organizzato dal «Master in death studies and the end of life» dell’ Università di Padova, in collaborazione con le facoltà di Scienze della Formazione, Psicologia, Medicina e con il Comune di Padova, tenutosi il 28 e 29 maggio. Tra i relatori, Peppino Englaro e Maurizio Mori, presidente di quella Consulta (radicale) di bioetica che harivestito un ruolo fondamentale nella tragedia di Eluana. A margine del convegno, lo stesso Englaro ha dichiarato di voler mettere a punto una proposta affinché un cittadino si veda riconosciuto il diritto di «poter far valere le proprie ragioni immediatamente». L’intenzione sarebbe di elaborare una dichiarazione autenticata da un notaio nella quale si esprime la volontà di non essere sottoposti ad accanimento terapeutico e che l’amministratore di sostegno possa esibire per conto di chi si trova impossibilitato a farlo.
Il 24 maggio a Terni ancora Englaro protagonista, nel convegno «Testamento biologico. Liberi di scegliere», organizzato dalla sezione locale dell’Associazione italiana donatori di organi (I’Aido) e patrocinato da Provincia e Comune di Terni. L’inesausto protagonismo di Englaro è approdato a Bruxelles, dove il 5 maggio ha partecipato a un incontro promosso da molti soggetti, tra cui Radicali italiani, Sinistra ecologia e libertà e Italia dei Valori, e al quale è intervenuta Jacqueline Herremans, presidente dell’Associazione per il diritto a morire con dignità. Sabato 12 giugno ancora Englaro sarà all’auditorium comunale di San Renedetto del Tronto, dove si svolgerà il convegno «Liberi di scegliere», organizzato dall’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti (Uaar). Intanto in Toscana ferve l’attività politica a favore del testamento biologico: il consigliere regionale Mauro Romanelli (Sinistra-Verdi) con i colleghi di partito Monica Sgherri e Paolo Marini, presenterà un’ interrogazione affinché nella carta sanitaria elettronica dei cittadini toscani siano contenuti anche i dati relativi alle terapie che la persona intende accettare.
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