Matrimoni gay, bufera su Bersani

La Corte Costituzionale ha rinviato a metà aprile la decisione sui matrimoni omosessuali, con il plauso delle associazioni. sicure che in questo modo si sottragga la questione alla bagarre elettorale. Ma a smuovere le acque ci ha pensato Pierluigi Bersani che si è detto contrario ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. scatenando le polemiche nel suo partito e con il movimento gay. «Uno Stato che non regola le convivenze stabili – ha spiegato infatti il leader Pd – viene meno a un suo compito.

Poi la Consulta ci chiarirà a proposito del fondamento Costituzionale della terminologia. Per noi il matrimonio è una cosa, e diciamo che altre forme di convivenza hanno regolazione diversa. Io sono per regolare altre convivenza con forme non sovrapponibili a quella del matrimonio. Anche sul riconoscimento delle coppie di fatto – ha aggiunto Bersani – per I’ accesso alle politiche sociali, ci sono comportamenti diversi nelle varie regioni, Nelle nostre regioni c’è una evoluzione, su cui anche i cattolici hanno contribuito», in base al principio che «la solidarietà è meglio della atomizzazione. Poi la Consulta ci aiuterà a capire».

Concetti che hanno scatenato vive proteste nel mondo omosessuale di sinistra e di destra. Infatti dopo che il comitato «Sì, lo voglio». che insieme all’associazione radicale «Certi diritti»ha portato all’attenzione della Consulta la questione della legittimità costituzionale del codice civile nella parte che vieta il matrimonio tra persone omosessuali. ha definito «un buon segnale» il rinvio del pronunciamento della Consulta, si è scatenato il coro di distinguo riguardo le parole di Bersani. I gay del Pd consigliano il segretario «ad aspettare l’importante sentenza della Corte Costituzionale», ha detto il presidente dell’associazione 3D – Democratici per Pari Diritti e Pari Dignità.

Carlo Santacroce. «Da Bersani parole inopportune» ha tuonato l’unica deputata del Pd dichiaratamente omosessuale. Anna Paola Concia, da tempo attiva sul fronte legislativo del riconoscimento dei diritti per gli omosessuali: «Il Pd è un partito plurale, e prima di decidere una posizione sui matrimoni tra persone dello stesso sesso, dovrà fare una discussione democratica. che coinvolga tutti»..Della stessa opinione anche il vice presidente dell’Assemblea nazionale del Pd. Ivan Scalfarotto, che ha detto di non condividere l’opinione espressa da Bersani «che è tornato a proporre per le famiglie gay e lesbiche la concessione di forme spurie I. riconoscimento destinate a cittadini di seconda classe».

Deluse e irritate le associazioni. Arcigay sottolinea la coincidenza ira l’uscita di Bersani e le parole del Papa a sostegno del matrimonio tra uomo e donna. e definisce «singolare che un leader della sinistra italiana sul tema del matrimonio omosessuale dica cose che oramai sono estranee non soltanto al patrimonio culturale e politico della sinistra europea, ma di gran parte della destra di tutti i Paesi dell’Unione. Dobbiamo dunque concludere che il Pd è a destra della destra in Europa?». «Il Parlamento ancora una volta è in ritardo su un tenia così significativo perla convivenza civile come la regolamentazione dei diritti e delle responsabilità delle coppie di fatto, omosessuali e non». afferma la deputata del Pd Barbara Pollastrini. «Ci avevamo provato. con la collega Bindi – ricorda l’ex ministro per le Pari opportunità nel governo Prodi – con i Dico. Resto convinta – conclude che la politica darebbe un segno di maturità se non rinunciasse a una soluzione condivisa, nel nome del civismo e della solidarietà». E anche i gay di centrodestra, con Gaylib, chiedono al segretario dei Democrat di «tacere e aspettare la sentenza della Consulta».

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