Se la Chiesa interviene in politica è per la totale assenza di moralità. Livia Turco, ex ministro della Salute nel governo Prodi e ora deputata del Pd, apprezza in particolare l’appello di Bagnasco a tenere lontano il malaffare dalla vita pubblica. Il cardinale chiede anche un voto contro l’aborto e per la vita: come giudica le sue parole? «Non le giudico. Ma ci tengo a rimarcare che le posizioni dei vescovi su un argomento delicato come questo non devono essere strumentalizzate. Mai. D’altra parte la Chiesa ha sempre svolto il suo ruolo. E continua a farlo. Bisogna invece riflettere sul significato più profondo delle parole di Bagnasco, parole impegnative. Sulle quali non ci si può trastullare».
La Cei va al di là della sua missione? «No, la Chiesa è da sempre una grande realtà ed esprime i concetti che sono propri della sua missione. Ma la politica, ripeto, non deve strumentalizzare mai le parole. La politica ha il compito di ascoltare. Ma deve saperlo fare nel rispetto della Chiesa». E allora cosa spinge secondo lei la Chiesa a intervenire su molti temi caldi del momento, politica inclusa? «Sono convinta che sia solo colpa della totale mancanza di moralità anche nella politica. Ecco perché la Chiesa non può fare altro che riempire questi enormi spaventosi vuoti di moralità. Quel che è davvero preoccupante infatti è proprio l’assenza di un rigore. Un buco nero che è stato creato anche dalla forte crisi sociale, economica e culturale che stiamo vivendo.
Ecco perché alla fine i vescovi fanno il loro "lavoro" ed è giusto che si esprimano. C’è chi ha già dato una lettura delle parole del cardinale: l’invito a non votare la Bonino… «Gli elettori italiani ormai sono sufficientemente maturi per valutare e decidere da soli. Non si lasciano certo influenzare. Quanto alla Bonino è una donna che ha condotto da sempre le sue battaglie e come tale ha la sua dose di credibilità. Ciascuno poi sceglie come vuole. Quel che invece Bagnasco non deve dimenticare è che sull’aborto a stare in prima fila sono statele donne, quelle che hanno sofferto e lottato sulla propria pelle sono state sempre e ancora le donne. La 194 è stata voluta dalle dorale. Dunque il messaggio che mi sento di dare al cardinale è di avere fiducia nelle donne italiane».
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