SANITA’, L’AMERICA ALLA SVOLTA OBAMA RILANCIA LA SUA PRESIDENZA

P. Valentino

ObamaUn giorno per la Storia. Il Congresso degli Stati Uniti si apprestava ieri sera ad approvare la riforma sanitaria, che estende l’assistenza medica alla quasi totalità degli americani, consegnando a Barack Obama una straordinaria vittoria politica che rilancia la sua presidenza e lo colloca nel solco dei suoi più grandi predecessori, da Franklin Roosevelt a Lyndon Johnson. La legge, che costerà 940 miliardi di dollari in 1o anni, innesca,il più radicale cambiamento del sistema sanitario Usa in mezzo secolo, ampliando la copertura a 32 milioni di persone e ponendo fine per sempre a pratiche arbitrarie e abusi delle compagnie d`assicurazione private.

Il voto della Camera sul testo approvato in dicembre dal Senato era il passo crucia- le, in base alla procedura scelta dai democratici, che rinunciando a modifiche sostanziali possono ora far passare definitivamente la legge con una maggioranza semplice di senatori e aggirare l`ostruzionismo repubblicano. Col nuovo avallo, previsto entro martedì, Obama potrebbe promulgarla a metà settimana. Una drammatica caccia ai voti, per assicurarsi i 216 si necessari all`approvazione, ha preceduto la conta finale. Vera artefice del probabile successo, la Speaker della Camera Nancy Pelosi ha dovuto conquistare uno per uno i molti rappresentanti democratici che avevano serie riserve sulla versione votata al Senato. I più difficili da convincere sono stati quelli contrari al l`aborto, preoccupati che la nuova sanità dia scarse garanzie che fondi federali non servano a rimborsare spese per interruzioni di maternità.

Decisiva per convincere i democratici «pro life» a dare il loro assenso è stata la promessa di un ordine esecutivo presidenziale, che riaffermi il bando a ogni finanziamento pubblico degli aborti, tranne in caso di stupro, incesto o se la madre è in pericolo. La Casa Bianca ha confermato che il presidente lo firmerà subito dopo l`adozione definitiva. Ancora ieri mattina, la situazione era altamente incerta. «Mentre parliamo, abbiamo già i voti. Siamo guerrieri felici», aveva annunciato alla Abc il capogruppo democratico, John Larson. Ma a Fox News uno dei suoi vice, la deputata Debbie Wasserman Schultz, aveva detto che ne mancava ancora qualcuno per raggiungere quota 216. L`opposizione repubblicana ha attaccato la riforma, che un deputato conservatore ha definito un «Frankenstein legislativo». Il leader della minoranza, John Boeh- ner, ha annunciato che se il suo partito dovesse riconquistare il Congresso a novembre, lavorerà per cancellare la legge. Potrebbe anche essere uno degli scenari possibili. Ma la giornata di ieri e A prossimi mesi appartengono di diritto a Barack Obama. Sabato pomeriggio, apparendo a sorpresa alla riunione dei deputati democratici, il presidente aveva lanciato il suo appello più convincente: «Solo ogni tanto, ognuno di noi ha l`occasione di vendicare tutte le speranze che aveva nutrito su se stesso e sul nostro Paese, di mantenere tutte quelle promesse fatte in centinaia di comizi o guardando negli occhi un elettore. Questo è uno di quei momenti. Forse pagheremo un prezzo, ma come diceva Lincoln, "non sono costretto a vincere, sono costretto a fare la cosa giusta!`>>. 

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