Italiani sempre più favorevoli alla fecondazione assistita e all’uso delle cellule staminali: è quanto emerge dall’ultimo sondaggio (su un campione rappresentativo di 1020 persone) dell’Osservatorio Scienza e Società di Observa, illustrato ieri pomeriggio a San Giorgio, nel corso della sessione su scienza e etica,
dal sociologo vicentino Massimiano Bucchi, con, un certo nervosismo del co-relatore Mons. Marcelo Sanchez Sorondo, della Pontificia accademia delle scienze. I dati di Observa rivelano dunque che rispetto al 2006 ì contrari alle varie modalità di fecondazione assistita sono scesi dal 22 al 12%: «Ma ai tempi del referendum – ricorda Bucchi – erano il 29%». Nello stesso periodo i contrari all’utilizzo di cellule staminali di embrioni umani per la ricerca sono dimezzali, dal 34 al 17%. «Per due italiani su tre – sostiene il rapporto – è giusto utilizzare tutte le possibilità che la scienza offre per avere un figlio». Oltre tre italiani su quattro (il 77%) sono favorevoli all’utilizzo di esami del Dna per conoscere l’eventuale predisposizione a determinate patologie, anche se quasi il 90% è contrario alla possibilità che o genitori scelgano il sesso dei nascituri. Bucchi sostiene che le posizioni degli italiani in materia trascendono le convinzioni religiose e che il livello delle conoscenze scientifiche, essendo condizionate piuttosto dall’appartenenza politica, come ha dimostrato la radicalizzazione in occasione del referendum. Ma proprio al referendum si richiama Mons. Sanchez Sorondo per stigmatizzare i risultati del sondaggio: «Gli italiani sono saggi e si sono espressi chiaramente in quell’occasione – commenta – Mi chiedo se questi sondaggi non intendano andare contro proprio quell`espressione della volontà popolare». Il prelato ha puntualizzato anche, rispondendo ai genetisti, che «Se in un’unica unica cellula, come essi sostengono, è scritto l`intero codice genetico umano, allora già dal suo inizio l`embrione deve essere trattato come un essere umano».