La storia ha inizio nel luglio 2008. Come già a conoscenza dei lettori del blog (ampiamente raccontato), nel giugno 2007 avevo avuto la diagnosi di Sla, ma il primo anno la malattia era stata asintomatica, e solo nel giugno 2008 in contemporanea all’assunzione dei Sali di litio erano iniziati i peggioramenti.
In quel periodo mia moglie stava effettuando delle cure di ortodonzia dal dott. Paolo Borelli, e conversando cordialmente con il dottore di politica, di musica, di arte, il discorso era inevitabilmente caduto anche sul mio problema. Il dott. Borelli, essendo un medico attento ed informato (tra le varie cose) mi aveva consigliato un esame del mineralogramma. L’analisi minerale del capello (HTMA = Hair Tissue Mineral Analysis) o Mineralogramma è un test che misura i livelli di ventuno minerali e metalli tossici presenti in campioni di capelli. I minerali svolgono molti ruoli importanti per la salute all’interno del corpo umano. Essendo una “finestra nelle cellule”, i capelli costituiscono un eccellente materiale di biopsia e rilevano chiari dati del metabolismo minerale. I capelli, come tutti gli altri tessuti del corpo, contengono minerali che vengono depositati man mano che i capelli crescono. Sebbene composti da cellule morte, i capelli vengono utilizzati dal nostro corpo per immagazzinare ed eliminare minerali e metalli tossici, che vengono “intrappolati” nel capello durante la sua crescita. L’analisi minerale del capello riflette l’attività metabolica a lungo termine in quanto misura una media dell’accumulo minerale in un periodo di tre mesi. Questo è spesso un vantaggio in quanto i risultati dei test non sono influenzati da variazioni giornaliere nella chimica del corpo dovute a stress, dieta o altri fattori. Creando un quadro biochimico di una persona, l’analisi minerale del capello può aiutare ad identificare condizioni minerali che possano essere associate a stress, zucchero nel sangue e squilibri di carboidrati, tasso metabolico, produzione dell’energia biochimica e squilibri ghiandolari. L’analisi minerale del capello viene utilizzata in tutto il mondo per misurare le contaminazioni ambientali da metalli tossici che si trovano nel suolo, nelle piante ed in popolazioni umane ed animali.
Su indicazione del dott. Borelli, mi rivolgo al prof. Marcello Mandatori per effettuare l’esame dell’HTMA. Il 30 luglio 2008 mi viene prelevato un campione di capelli e spedito in un laboratorio negli States, precisamente a Phoenix in Arizona. In settembre, al rientro dalle vacanze trascorse dai genitori di Maria, nel tentativo di dimenticarci per un attimo della quotidiana convivenza con la malattia, a sollazzarci nelle splendide e limpide acque in quel mare di Calabria che ha veramente poco da invidiare a Maldive, Bahamas o che dir si voglia, riceviamo il risultato del test. L’immagine qui allegata è riferita al mio esame del Mineralogramma effettuato, per l’appunto, il 30 luglio 2008. Nell’immagine si può notare il livello dei minerali presenti nei tessuti, con la fascia azzurra indicante il livello ideale. Quello che il test evidenzia, ed allarma, è che, nella sezione “Metalli Tossici”, si riscontrano una lievissima presenza di piombo ed arsenico, una, più significativa e notevole, di alluminio e poi, importante ed altissima, di mercurio. Da notare l’alto livello di litio, dovuto non all’ingerimento di pile (credetemi, non ho mai inghiottito né pile e né termometri!) ma all’assunzione dei Sali di Litio, e una situazione di iperossidazione. Mentre la presenza di minerali nell’organismo è naturale, ma anche indispensabile, la presenza di metalli pesanti quali piombo, arsenico, alluminio, cadmio e soprattutto mercurio, il principe dei veleni, è altamente tossica e nociva. Quindi, oltre alla Sla, una bella intossicazione da mercurio farcita di alluminio come il cacio sui maccheroni! Come dice lo spot commerciale di un amaro: “cosa vuoi più dalla vita?”.
Qui, di amaro però, c’è soltanto una pesante realtà. Dopo aver fatto questa casuale ed inaspettata scoperta relativa alla presenza di mercurio nel mio organismo, quello che ancora di più ci stupisce è che il mio non è un caso isolato. Infatti veniamo a conoscenza che, oltre al sottoscritto, in almeno altri dieci pazienti affetti da Sla sia stata riscontrata una presenza medio-alta di mercurio nei tessuti. Una costante, finalmente, in una patologia incurabile che viene liquidata dai medici con la sentenza che “in questa malattia non c’è un paziente uguale all’altro!” Ma se è così, perché questo dato, molto più diffuso di quello che noi pensiamo, che inizia a diventare una costante, forse la prima tra i vari pazienti di questa malattia, non viene preso completamente in considerazione? Veniamo a sapere che non ci sono studi scientifici a riguardo. Tra gli esami diagnostici, e anche di monitoraggio della malattia, non esiste nessun esame reale ed approfondito che testi l’accumulo di metalli pesanti (e di mercurio in particolare) nei tessuti, né tantomeno ci si preoccupa minimamente di utilizzare questo dato per capire qualcosa in più su come si muove questa patologia. Cosa succede dunque ai malati di Sla: è l’organismo che non riesce ad espellere naturalmente un metallo tossico, ormai ahimè ubiquitario, o è l’accidentale esposizione a fonti di mercurio a causare il danno e quindi la malattia?
È certo, in ogni caso, che il mercurio si deposita nei tessuti, o meglio all’interno della cellula, esattamente nel mitocondrio, causando molto spesso danni irreversibili al sistema nervoso centrale. E ancora, cosa succede una volta che si è scoperto di avere un’intossicazione da mercurio, si fa finta di niente o è forse necessario liberare l’organismo dal metallo tossico con un’adeguata e semplice disintossicazione? Beh, a tutti questi quesiti abbiamo trovato qualche risposta grazie all’aiuto del dott. Paolo Borelli (dentista), del prof. Marcello Mandatori (nutrizionista) e del dott. Torsak, il medico thailandese responsabile del team che mi ha seguito a Bangkok; nessun neurologo ci ha degnato di una risposta, né è stato mosso da curiosità scientifica, uno specializzando in neurologia ci ha addirittura rimproverato e trattato da cretini! Ma è vero, loro sanno già tutto sulla Sla, non hanno bisogno di altre informazioni per liberarsi del paziente sentenziando che, al momento, non c’è nessuna cura, nessun rimedio al suo inesorabile progredire. Bisogna solamente rassegnarsi, serenamente e senza illusioni, alla morte! Ed è un caso che noi possiamo smentirli ancora una volta testimoniando il contrario?! Con sana (e non tossica) impertinenza, Paolo