La grande caccia alle cellule del cancro

Paolo Comoglio

Ricerca scientificaL’Organizzazione europea per la biologia molecolare («Embo») riunisce a Torino da domani al 12 settembre 100 scienziati di fama internazionale, tra cui il Premio Nobel Gunter Bloebel, per discutere – a porte chiuse, vista la delicatezza dell’argomento – un punto cruciale nella ricerca sul cancro: quali sono le cellule responsabili dell’insorgenza della malattia e quali sono quelle contro cui dirigere i nuovi farmaci «mirati» realizzati in questi ultimi cinque anni (http://ewp.embo.org/w09-28).

Il cancro – è noto – è una malattia dovuta all’alterazione di una manciata di geni, i famigerati oncogeni, contro cui sono disponibili farmaci molto selettivi. Il prossimo obbiettivo della ricerca è identificare quali siano le cellule in cui queste mutazioni si trasformano in tumori. Nonostante ostacoli di varia natura, l’identificazione delle cellule staminali nei tessuti normali è molto avanzata. L’isolamento in provetta non solo accende straordinarie speranze terapeutiche per le malattie degenerative, come infarto o diabete, ma permette di affrontare un quesito fondamentale e irrisolto: quali cellule danno origine ai tumori? E` evidente che, nell’organismo, non tutte le cellule hanno la stessa capacità di trasformarsi in «cellule tumorali». Prendiamo per esempio l’intestino, sede di una diffusa forma di tumore. Le cellule che ne costituiscono il rivestimento vivono pochi giorni, per essere rimpiazzate da altre. La breve durata della vita di queste cellule non sembra sufficiente ad accumulare i danni genetici indispensabili per scatenare il cancro. Diversa, però, è la situazione delle cellule staminali: non sono soggette a invecchiamento, sopravvivono negli organi per tutta la vita e rigenerano le cellule soggette ad usura e a continua sostituzione. Le staminali, dunque, hanno il tempo di accumulare danni genetici e diventare cancerose: da generatrici di cellule normali si trasformano quindi in generatrici di cellule tumorali, cioè in «cellule staminali del cancro».

Hans Clevers dell’Università di Utrecht, uno dei relatori al congresso, porterà le prove dell’isolamento delle cellule staminali responsabili del cancro del colon. Ma i lavori si spingeranno oltre con la presentazione delle prove sperimentali a favore dell’ipotesi che le cellule staminali del cancro siano responsabili della diffusione delle metastasi, cioè della più temibile complicazione della malattia. La ricerca d’avanguardia, finora, si è concentrata sullo studio dei geni, cioè delle molecole responsabili del cancro. Ma è chiaro che il mistero del cancro e delle metastasi sarà svelato solo quando identificheremo il bersaglio cellulare dei danni genetici. L’identificazione delle cellule staminali offre finalmente questa opportunità. L’Istituto di Candiolo ha contribuito significativamente negli ultimi anni allo studio del problema ed è stato tra i primi a sospettare un ruolo delle staminali nella metastasi. Per questa ragione, in concomitanza del congresso si svolgerà a Torino il simposio dell`Ue su «Metastasi e Microambiente», oltre al congresso della Società italiana di anatomia e istologia, organizzati dai professori Carla Boccaccio, Silvia Giordano e Livio Trusolino.