Malgrado il pm Maria Cristina Palaia avesse chiesto l’archiviazione, il gip di Roma Luisanna Figliolia le ha restituito ieri il fascicolo per compiere ulteriori indagini. Il procedimento a carico di alcuni medici romani dell’Ospedale Sant’ Eugenio denunciati per omissione di atti d’ufficio da una ventitreenne che non era riuscita a ottenere la pillola del giorno proseguirà quindi per altri due mesi, durante i quali, come ha stabilito il gip, il pubblico ministero dovrà sentire il medico ginecologo di turno e il direttore sanitario.
La richiesta di archiviazione del pubblico ministero era stata motivata dal fatto che dalle indagini non sarebbero emersi elementi utili per l’identificazione dei responsabili e che, comunque, non può escludersi la sussistenza di una causa di giustificazione, ossia di una situazione in presenza della quale un fatto astrattamente previsto dalla legge come reato perde la sua antigiuridicità.
Alla richiesta di vedersi consegnata la pillola del giorno dopo la ragazza si sarebbe sentita rispondere da tre infermiere del pronto soccorso ginecologico che l’unico medico di turno non era indagini. presente in quel momento e che, comunque, era obiettore di coscienza.
La ragazza si era allora rivolta a un altro ospedale romano, che le aveva fornito la pillola. Ad assistere la giovane l’avvocato Alessandro Gerardi, militante radicale.
Un caso del tutto simile è stato trattato da un altro giudice romano: la settimana scorsa il gip romano Claudio Mattioli aveva disposto ulteriori indagini di fronte alla richiesta di archiviazione del pm in relazione al procedimento contro tre medici del Policlinico Umberto I e del San Giovanni, denunciati da una donna che non era riuscita a ottenere la pillola del giorno dopo.
Si dichiara ovviamente soddisfatto l’avvocato Cerardi, che patrocina entrambe le cause per conto delle due donne.
Pillola del giorno dopo: nuove indagini su due casi fotocopia
di Ilaria Nava
Il pm chiede l’archiviazione, il gip vuole saperne di più. Denunce appoggiate dai radicali.