La moral suasion della ru 486

di C.Mancina
La notizia della sospensione della sperimentazione della pillola RU 486, ordinata dal ministro Storace, è un episodio grave anche se non sorprendente, della nostra vita pubblica. Solo ragioni ideologiche possono opporsi all’uso di questo farmaco: l’idea che l’aborto debba essere pagato con la sofferenza fisica e possibilmente con l’umiliazione. E’ strano che chi si oppone all’aborto preferisca un metodo piuttosto che un altro. Ma la domanda è: tocca al ministro della sanità compiere scelte di questo genere? O si tratta del tentativo di accreditarsi come interlocutore della Chiesa, nella stagione di ritorno ai valori cattolici che è in corso?

Ruini fa politica.
L’editoriale del Riformista di ieri, commentando le uscite di Ruini sui Pacs, sosteneva che c’è una novità nella presenza della Chiesa nella vita democratica, che non obbedisce più solo al principio della separazione dallo Stato, ma si afferma anche come soggetto del dibattito pubblico. È certamente appare vecchia e inadeguata la reazione laicista che grida alla ingerenza della Chiesa. Bisogna rispondere nel merito (come ha fatto Stefano Ceccanti), non scandalizzarsi. Detto questo, ci sono alcuni punti che non mi con vincono. C’è qualcosa che lascia perplessi nell’esternazione della Cei. Intervenire così duramente su una questione che non è nemmeno in discussione in parlamento, e lanciare ad altri nel centrosinistra un trasparente invito (prontamente raccolto da Rutelli) a farsi promotore di un’altra posizione, non è moral suasion. Direi piuttosto che il cardinal Ruini fa politica, come già nel caso del referendum sulla procreazione assistita, e fa politica dentro il centro sinistra e contro Prodi. Le sue scelte: scelta dell’ interlocutore, scelta del punto a cui può arrivare la mediazione, in questo caso addirittura scelta della formula giuridica e linguistica (contratti di convivenza) sono prettamente politiche, altro che moral suasion! Il fatto che queste scelte, sempre fatte dalla Chiesa con maggiore o minore forza dietro le quinte, entrino adesso clamorosamente nel dibattito pubblico è certamente una novità: ma è una novità positiva? O è il modo in cui anche la Chiesa – perlomeno nella persona del cardinal Ruini – entra come attore politico nel palcoscenico non proprio esaltante della politica italiana?

Scontro di valori.
E’ difficile infatti non sentire il sapore di intimidazione verso il centrosinistra e il suo candidato. Una intimidazione che non avrebbe corso se la nostra politica fosse abitata da soggetti più forti, dotati di una identità culturale più definita. C’è uno scontro di valori, in gran parte drogato da motivazioni e finalità politiche, nel quale il centrosinistra si divide. In questo scontro di valori la Chiesa ha la sua occasione per tornare al centro del dibattito politico. Non credo affatto che sia disposta ad essere una minoranza. Diciamo piuttosto che l’Italia è ancora una solida trincea dalla quale lanciare l’opera di rievangelizzazione dell’Europa. Ruini ha conseguito un importante obiettivo facendo del nostro l’unico paese nel quale non è consentita la procreazione assistita. Ora punta a impedire i patti civili. Se ci riuscirà, sarà un ‘altra importante vittoria, che consente una proiezione forte della Chiesa nello spazio pubblico europeo.