[inline:1]Dopo l’appello di Don Gallo apparso su l’Unità: «Informatevi e andate a votare», l’Arcidiocesi di Genova interviene: deve chiarire. Dal Corriere della sera
LA POLEMICA – L’atteggiamento verso i referendum sulla fecondazione assistita tenuto da don Andrea Gallo, fondatore della Comunità San Benedetto al Porto, non è piaciuto all’arcidiocesi di Genova, che ha chiesto al prete un chiarimento, e lo ha invitato a far sì che il suo «insegnamento sia conforme alla dottrina della Chiesa». «Io non ho mai sostenuto la tesi del sì – si è difeso don Gallo, che nei giorni scorsi è anche intervenuto in tv a una tribuna per conto della Lista Pannella – ma ribadisco: il genus della democrazia è il voto».
LA POLEMICA – L’atteggiamento verso i referendum sulla fecondazione assistita tenuto da don Andrea Gallo, fondatore della Comunità San Benedetto al Porto, non è piaciuto all’arcidiocesi di Genova, che ha chiesto al prete un chiarimento, e lo ha invitato a far sì che il suo «insegnamento sia conforme alla dottrina della Chiesa». «Io non ho mai sostenuto la tesi del sì – si è difeso don Gallo, che nei giorni scorsi è anche intervenuto in tv a una tribuna per conto della Lista Pannella – ma ribadisco: il genus della democrazia è il voto».
La curia fa riferimento, in particolare, alla partecipazione di don Gallo a una manifestazione a Reggio Emilia, durante la quale, afferma, «è stato duramente contestato dai fedeli». «A Reggio – ha ricordato il sacerdote – c’era un dibattito pubblico. Alcuni giovani di Cl sostenevano le tesi del no e invitavano a non andare a votare. Io dissi invece che bisogna esprimere il proprio parere nella cabina del voto. È doveroso e lecito che la Cei si esprima ma ai cristiani dico di non rifiutate il confronto: io non posso accettare che il mio vescovo mi ordini di non andare a votare».