Ruini: «L’astensione non è disimpegno»

Fecondazione assistita, ribadita la posizione dei vescovi
All’assemblea della Cei il cardinale replica a chi contesta la posizione della Chiesa di esprimersi sulla consultazione.

I vescovi italiani ribadiscono la loro posizione di astensione per i referendum sulla fecondazione assistita, che non è «in alcun modo» una «scelta di disimpegno». Lo ha ribadito il cardinal Camillo Ruini all’assemblea generale della Cei, ribadendo, anche a chi contesta duramente, il diritto-dovere della chiesa di esprimersi su questa materia, considerata una scelta importante per il futuro. Il cardinale Ruini ha dedicato al tema del referendum un intero paragrafo della sua relazione di apertura: «È ormai molto vicino il referendum riguardante la procreazione assistita – ha detto -. La nostra posizione in merito è nota ed è quella indicata anche dal Comitato Scienza e Vita: siamo cioè per una consapevole non partecipazione al voto, che ha il significato di un doppio no, ai contenuti dei quesiti sottoposti a referendum, che peggiorano irrimediabilmente e svuotano la legge, riaprendo in larga misura la porta a pericolosi vuoti normativi, e all’ uso dello strumento referendario in una materia tanto complessa e delicata». Non si tratta dunque in «alcun modo», ha aggiunto il presidente dei vescovi italiani, di «una scelta di disimpegno, ma al contrario di opporsi in maniera netta ed efficace a una logica che, a prescindere dalle intenzioni dei suoi sostenitori, mette in pericolo i fondamenti umani e morali della nostra civiltà».

E, secondo Ruini, votare no al referendum sulla procreazione assistita è un aiuto «sia pur involontario», ai sostenitori delle modifiche alla legge 40. È netta la posizione del cardinale: «Il dibattito di queste settimane ha avuto il merito di evidenziare che in concreto l’unica via per opporsi effettivamente al peggioramento della legge è quella della non partecipazione al voto, mentre il votare no, dato che contribuisce al raggiungimento del quorum, di fatto è un aiuto, sia pur involontario, ai sostenitori del referendum». «Non rinunciamo – ha aggiunto – a sperare in un dibattito che non eluda troppo marcatamente la vera posta in gioco e in un’informazione che rappresenti in maniera sufficientemente equilibrata le posizioni che sono davvero in campo».

Ruini ha aperto la 54.ma assemblea generale della Cei, in Vaticano, con un ricordo affettuoso di Giovanni Paolo II, partendo dalla constatazione che i giorni delle sue esequie sono stati «l’ultima e più toccante conferma di un amore e di una gratitudine che non hanno confini». Del papa defunto ha ricordato la «passione evangelizzatrice», le «iniziative straordinariamente feconde» come le Giornate mondiali della gioventù, la «tenace difesa della vita umana dal concepimento fino al suo termine naturale», l’impegno ecumenico e il «grande contributo dato alal caduta della cortina di ferro e all’unità dell’Europa». Il cardinale Ruini ha anche sottolineato il legame tra papa Wojtyla e l’Italia, citando l’attenzione di Giovanni Paolo II per i convegni ecclesiali di Loreto e Palermo, la «grande preghiera per l’ Italia» e il discorso al Parlamento italiano del 14 novembre 2002. Il presidente della Cei ha infine ringraziato «di vero cuore anche Cracovia e la Polonia».