Missione quorum: più piazza, più tv

I sondaggisti: alzare i toni tra chi dice Sì e chi No. Parlare meno di embrioni e più di salute. Da l’Unità. Se non si alzano i toni di questa campagna referendaria il quorum non si raggiungerà mai. Parola di Roberto Weber, dell’Istituto Swg, che di fronte ai dati degli ultimi sondaggi nota una mancanza di «tendenza». Ossia, passa il tempo,ma nulla muta. La percentuale dei probabili votanti in due mesi sì e spostata di poco più di cinque punti percentuali dal 35 a poco più dcl 4100. Percentuale leggermente più alta, ma sempre insufficiente, secondo Nicola Piepoli, dell’istituto Cirm, rileva «una forte oscillazione da una settimana all’altra, con una battuta d’arresto dopo Catania e la rottura di Rutelli». «La gente – dice Weber – non riesce a farsi coinvolgere dal dibattito sulla fecondazione assistita sia per la mancanza di informazione in tv, sia per assenza di scontro tra i due fronti opposti». La ricetta per sperare di creare «tendenza» in queste ultime tre settimane? «La drammatizzazione», risponde il sondaggista. E’ l’universalizzazione dei temi, bisogna parlare più chiaro. «Si deve parlare di più del tema della salute e della libertà di ricerca per trovare cure a malattie gravi. D’altra parte il clima che si respira in questo momento nel paese non aiuta. Le condizioni economiche, che se continua cosi diventeranno pesanti, inducono le persone a rifugiarsi nelle strategie personali». Daniele Capezzone, Radicali. osserva: «Ci vuole più passione in questa campagna referendaria. Non a caso chiediamo una grande mobilitazione, soprattutto ai Ds e a Fassino. Si abbia tutti insieme il coraggio di non distinguere questa questione dalle altre: si abbia, cioè, il coraggio di andare anche allo scontro, con Rutelli e con la Margherita di Rutelli». Barbara Pollastrini, coordinatrice nazionale delle donne per i Ds, non ci sta a questa critica. Dice: «Per me non è il momento delle polemiche. Ormai ogni momento lo dedico al tam tam, al passa parola e ad informare. Noi, come Ds, ce la stiamo mettendo tutta. Al Consiglio nazionale il segretario del partito Pero Fassino ha tenuto una relazione impegnativa, di grande intelligenza politica. E’ stato approvato anche un ordine del giorno, unitariamente,di mobilitazione straordinaria. Pollastrini rispedisce al mittente anche l’«accusa» che Pannella lancia alla Quercia. «il non raggiungimento del quorum – dice il leader radicale – il fallimento del referendum è ormai fatto, o piuttosto misfatto, acquisito per i vertici dei partiti ufficialmente più referendari. Quanto più le immense maggioranze delle basi dì centro-sinistra, e la metà di quelli di centro destra quelli che si dichiarano informati. danno valore politico primario allo scontro in corso, tanto più implicitamente si inchioda l’Unione al grandissimo dibattito fra cicoria rutelliana e suicidio prodiano e sulla linea di Violante. i Ds ufficialmente pongono al centro della loro strategia politica il grandissimo obiettivo di non turbare la suscettibilità di Rutelli». In realtà il segretario dei Ds Piero Fassino l’altro ieri è stato piuttosto chiaro al Consiglio nazionale: impegno tino in fondo per vincere il referendum, Annuncia Pollastrini: «Stiamo organizzando per giugno una domenica di meeting tra le più grandi città d’ Italia per coinvolgere il maggior numero di persone». Secondo Weber. Ulivo e Cicoria parte, lo scatto in avanti decisivo, potrebbe arrivare soltanto con un alzarsi dei toni capace di coinvolgere un’opinione pubblica ancora molto lontana da questi temi. lì dato significativo e che anche se la percentuale si è spostata di poco nelle ultime settimane i «nuovi» elettori sono tutti per il Si. Secondo Piepoli il rapporto è di 80 a 20. Un ruolo fondamentale per il quorum potrebbe averlo, su questo sono tutti d’accordo, la televisione. Osserva Piepoli: «Perché c’è questo silenzio stampa della tv? Questa politica di lasciar passare l’evento senza darne conto è mollo ben fatta rispetto a quella di dire "non andate a volare". Molto di penderà anche da come sarà l’affluenza alle urne durante le prime ore di domenica 12 giugno. Se sarà un’affluenza alta allora gli italiani saranno più motivati ad andare a votare ».