Referendum: Pannella annuncia nuove, gravi e urgenti iniziative

m.l.

Pannella annuncia nuove, gravi e urgenti iniziative per interessare l’opinione pubblica dello scontro in atto Roma, 22 maggio 2005 – All’inizio della terz’ultima settimana di campagna referendaria, Marco Pannella annuncia nuove e urgenti iniziative nonviolente che saranno illustrate domani alle 11.15, in una conferenza stampa, presso la sede di Via di Torre Argentina, alla quale parteciperanno lo stesso Marco Pannella, Emma Bonino, Daniele Capezzone, Marco Cappato, Rita Bernardini e Sergio Stanzani. Saranno anche presenti, informa una nota, il professor Gilberto Corbellini (ordinario di Storia della medicina – Universita’ La Sapienza di Roma) e il dottor Luigi Montevecchi (Ginecologo). «È ormai assolutamente pacifico – ha spiegato stamani Pannella dai microfoni di Radio Radicale – che, a meno di fatti nuovi seri, con il contributo sostanziale dei vertici referendari, avremo il fallimento del referendum sul quorum e avremo il trionfo della politica della Legge 40 e dell’assieme dei vertici che si sono aggrumati attorno al malpotere della Chiesa e sullo stato italiano». Così come sul finire della Seconda Guerra Mondiale gli «operai italiani, che poche ore prima che tedeschi distruggessero tutto l’impianto industriale italiano, quegli operai occuparono le industrie» per evitarne la distruzione «a rischio del loro proprio massacro», in tal modo sarà necessario difendere le conquiste di libertà contro l’offensiva in atto che si riassume in ciò che afferma la Legge 40, anche ricorrendo alla «nonviolenza quale strumento della nudità della speranza», contro quel «mondo disperato che usa la violenza» e che intende imporre «la Legge 40 come l’estrema manifestazione delle scelte che vengono compiute dalla umanità attuale». È questo il contesto che va delineandosi con l’avvicinarsi della scadenza referendaria nel quadro politico italiano, in cui la battaglia referendaria non viene «fatta in modo adeguato, perché in modo adeguato non viene sentita» specialmente da parte di coloro che «in termini di posizionamento, hanno la posizione referendaria». Marco Pannella segnala quanto sostiene oggi in un’intervista rilasciata all’Unità Roberto Weber dell’istituto Swg, il quale spiega chiaramente che se non si alzeranno i toni della campagna l’obiettivo del quorum non sarà mai raggiunto. «Da parte dei referendari – aggiunge Pannella nel corso del collegamento con Radio Radicale di stamattina – non vi è partecipazione emotiva, non vi è passione, non vi è passione del passato, non vi è amore dei momenti di passione creativa nella nostra storia». Si preferisce «rispettare la "suscettibilità"» di coloro che su questi temi hanno posizioni diverse, «dinanzi all’"idolo" dell’Unione, dei buoni rapporti per vincere contro Berlusconi, rinunciando al confronto all’interno della sinistra, riducendolo ad un rispetto reciproco delle "suscettibilità", fra chi è referendario e chi è animatore con Berlusconi e con la Cei di questo "trionfo"». La regola che il centrosinistra si appresta ad osservare è «quella enunciata chiarissimamente da Violante. La posizione la conosciamo – spiega Pannella – la battaglia va fatta: "rispettando la suscettibilità" dei mangiatori di cicoria rutelliani, per non dire altro, e anche eventualmente di Prodi». Si finge di ignorare che «siamo alla vigilia di uno scontro di valore storico anche per il passato, per il convincimento della gente, per la pratica concreta dei credenti cattolici che vogliono concepire la vita, e non procreare come bestie». Lasciare trionfare l’offensiva in atto «rappresenta una estrema offesa, un estremo dolore per il popolo della e delle religiosità, in particolare della religiosità cattolica e della religiosità della libertà». Sarà perciò necessario assicurare una svolta per il 12-13 giugno per rispondere a quello che si annuncia invece come il «trionfo della rivincita di coloro che hanno cercato di frapporsi fra la riforma del diritto di famiglia, del divorzio e sull’aborto e il sentimento, la volontà del popolo italiano e innanzitutto dal popolo dei credenti in altro che nell’oro e nella simonia e nel potere del danaro, da quel popolo da cui erano stati battuti». È un tentativo di rivincita senza esclusione di colpi, che trova di fronte a sé «un vuoto partitocratico, antidemocratico soprattutto nell’animo, soprattutto nell’anima, soprattutto nelle idee e nella scelta di un vissuto che non è quello del cammino della vittorie e della libertà del diritto in questi decenni su cose fondamentali per il nostro Paese». (RadioRadicale.it – m.l.)