chiude la porta al progresso ed apre la strada al turismo sanitario. Le
scelte etiche non sono, come si vuole far credere, un appannaggio
esclusivo dei cattolici ma appartengono alla coscienza di ogni individuo.
Questa settimana parliamo di Legge 40 e dei quattro quesiti abrogativi del prossimo referendum con Donatella Poretti, giornalista che cura una trasmissione sulle cellule staminali in onda il sabato mattina su Radio Radicale, collabora alla rivista Tempo Medico e scrive dal 2001 per il notiziario quindicinale diffuso via Internet dall’Aduc che tratta di cellule staminali e clonazione terapeutica. E’ inoltre membro dell’Associazione Luca Coscioni e si è impegnata dall’inizio nella battaglia per l’abolizione della Legge 40.
Perché è importante questo referendum?
Perché la Legge 40 deve essere cambiata in quanto pericolosa per la donna, dannosa per il nostro Paese ed umiliante per i medici. E’ pericolosa per la donna perché l’obbligo di impianto di tre embrioni aumenta il rischio di aborto o di gravidanze gemellari pericolose tanto per la madre che per i bambini; il divieto della diagnosi preimpianto non solo può portare ad un figlio malato, ma esclude le coppie portatrici di malattie genetiche dalla fecondazione; il divieto alla crioconservazione, inoltre, obbliga la donna, in caso di fallimento del procedimento di fecondazione, a sottoporsi ad un nuovo ciclo di terapie pesanti sia fisicamente che psicologicamente.
Ma la Legge 40 è anche dannosa per il nostro Paese, perché chiude la porta alla ricerca ed apre invece la strada al turismo sanitario che è il vero parametro per misurare il fallimento di uno stato. Già ora molte coppie vanno all’estero, e ci sono medici italiani che operano tanto qui che in altri paesi, come il medico che ha curato un bambino grazie alla diagnosi preimpianto ad Istanbul. Non investire nella ricerca scientifica è un danno, e non si venga a parlare di staminali adulte, perché la ricerca è un investimento economico e politico, deve garantire a chi la pratica la libertà e gli strumenti necessari per proseguire. Il primo esempio l’ha dato la Gran Bretagna, ma anche il presidente Bush si è adeguato, prevedendo un finanziamento pubblico e non più solo privato per la ricerca sulle cellule staminali embrionali.
Inoltre, la Legge 40 è umiliante per i medici che sono stati ascoltati in Commissione sanità senza che le loro parole avessero il minimo peso e si sono trovati con una legge che è un manifesto di sfiducia totale nei confronti del medico e della sua capacità di diagnosi, cancellata da una legge che chiede ai medici solo di far rispettare i divieti imposti.
Quali sono i concetti più importanti da comunicare agli elettori?
Il primo è quello che un Paese che non investe in ricerca scientifica non ha senso di esistere, si chiude al progresso e costringe i malati ad andare all’estero. Poi va detto che questa legge arriva con un ritardo ridicolo, quando la fecondazione assistita è praticata nel nostro Paese fin dagli anni ’80 e ci sono paesi, come la Spagna, che si sono dati una legge fin dall’88. La Legge 40 è un ripiegamento di una classe politica che non sa di cosa sta parlando di fronte ai precetti di una Chiesa cattolica che, oltretutto, essendo del tutto contraria alla fecondazione assistita in tutte le sue forme, non dovrebbe certo sostenere questa legge. Le chiese sono vuote ma si fa una legge confessionale per inseguire il fantasma del voto cattolico, aprendo la strada ad uno stato confessionale che decide ogni aspetto della nostra vita. E va detto con forza che le scelte etiche non sono, come si vuole far credere, un appannaggio esclusivo dei cattolici, sono scelte che appartengono alla coscienza di ogni individuo. Anche chi non è cattolico ha un’etica laica che ha la stessa identica dignità di quella degli altri.
Inoltre, le donne devono ribellarsi ad uno stato maschilista che pretende di gestire il loro corpo secondo limiti che ne fanno esseri inferiori.
Ancora, questa legge non tocca i ricchi, che andranno all’estero a cercare cure che qui sono proibite, e porterà tante coppie meno abbienti a fare sacrifici economici enormi pur di seguire la stessa via. Non è vero che si vuole un figlio a tutti i costi, è vero invece che la sterilità è una malattia che oggi la scienza può curare. Perché si aiuta chi vuole curarsi dal cancro, ed invece si limita chi vuole curarsi dalla sterilità?! Dunque bisogna andare a votare sì al referendum per negare allo stato il diritto di gestire il nostro corpo e per difendere la libertà di scelta dell’individuo da ogni precetto religioso che nulla ha a che vedere con la vita di uno stato laico.