Scienza più veloce del referendum

Edoardo Boncinelli

di Edoardo Boncinelli Potrebbe essere una data storica. I ricercatori hanno prodotto 11 linee stabilizzate di cellule staminali embrionali umane dotate di un’identità genetica predeterminata. Potrebbe essere l’inizio dell’era della produzione di tessuti ed organi «su ordinazione» con la garanzia di poterli trapiantare con successo su specifici individui che ne hanno bisogno. Da qualche anno si parla di questa opportunità. La via da percorrere è relativamente chiara. Si prende una cellula-uovo fecondata e se ne elimina il nucleo, che viene sostituito con un altro nucleo prelevato da cellule adulte dell’individuo che dovrà usufruire del trapianto. Si fa sviluppare fino ad un certo stadio l’embrione precoce derivante dalla cellula così ottenuta, fino a che se ne può prelevare una quantità sufficiente di cellule staminali che vengono messe a crescere in coltura. Per definizione queste avranno la stessa identità genetica dell’individuo che deve ricevere il trapianto, così che i tessuti e gli organi formati con queste cellule staminali non potranno non essere accettati dall’individuo stesso, senza pericoli di rigetto. A parte le obiezioni di natura etica e sociale che alcuni sollevano verso questa procedura, però, esistono molti problemi tecnici, primo fra tutti quello che riguarda la possibilità di produrre prontamente cellule staminali ogni volta che lo si desidera partendo da nuclei prelevati da individui di ogni tipo, magari malati, come saranno coloro che in futuro potranno usufruire di tale opportunità terapeutica. Un anno fa un gruppo di ricerca formato di coreani e statunitensi aveva comunicato di essere riuscito per la prima volta a produrre cellule staminali embrionali umane usando questa procedura. Si trattava di un solo caso e l’efficienza non era troppo alta. Quello che è stato annunciato oggi dagli stessi ricercatori è un risultato molto più consistente e promettente. Sono state prodotte linee di cellule staminali embrionali con una discreta efficienza e partendo dai nuclei prelevati da persone diverse, portatrici di patologie diverse, alcune di natura congenita, altre acquisite per incidenti o malattie sopraggiunte durante la loro vita. Le prospettive per la medicina di domani sono a dir poco esaltanti, come ho già detto altre volte. Ma come ho già puntualizzato in ogni circostanza, questo è solo l’inizio. Occorre infatti garantire una elevata efficienza e affidabilità del processo e soprattutto occorre lavorare ancora molto per trovare tutte le sostanze e le procedure necessarie per indirizzare le cellule staminali che vengono prodotte di volta in volta verso la formazione di tutti quei tessuti e organi di cui abbiamo e avremo bisogno. Occorre in sostanza ancora tanta ricerca, ma la via è segnata. Le obiezioni di natura etica rimangono intatte, almeno per ora, ma il raggiungimento dell’obiettivo terapeutico si avvicina e diviene sempre più concreto. Il mondo insomma va avanti e quando l’applicazione pratica di queste scoperte diverrà una realtà sarà piuttosto difficile non tenerne conto e impedire ai potenziali utenti di andare a farsi curare dove questo è possibile. Anche in Paesi stranieri. Ed è bene tenere conto che anche l’Italia non è sospesa nel vuoto ma fa parte di una comunità internazionale sempre più integrata. Le decisioni prese all’interno del nostro Paese sono destinate dunque a essere annacquate e messe in secondo piano da quelle degli altri Paesi. Con buona pace dei referendum.