Referendum, divisi sulla libertà di coscienza

Maria Paola Milanesio
Se il primo tassello è stata la vittoria a Catania, il secondo sarà l’affossamento del referendum sulla procreazione assistita. Mai nella Cdl si era stati così espliciti come lo è stato ieri Alfredo Mantovano, sottosegretario all’Interno, An: «C’è una portata politica dell’appuntamento del 12-13 giugno. L’eventuale mancato raggiungimento del quorum costituirà un dato confortante per la tutela della vita, ma sarà soprattutto un colpo al cuore per i Ds. La vittoria dell’astensione porrà in ulteriore difficoltà il partito di Fassino e confermerà una lenta ma inesorabile rimonta politica del centrodestra». Quasi un invito al premier Silvio Berlusconi a sciogliere al più presto le sue riserve per schierarsi a favore dell’astensione. Mantovano non arriva a esplicitarlo, ma a farlo è Maurizio Lupi, forzista e membro del comitato “Non votare”, che incalza il capo di governo a non nascondersi dietro «il paravento della libertà di coscienza».