Don Gallo: «Informatevi e andate a votare»

«Invito sorelle e fratelli cattolici ad andare a votare per il referendum e a farlo secondo coscienza. Informatevi e approfondite poi scegliete quello che ritenete più opportuno». Don Andrea Gallo ha firmato l’appello su «Adista». Non si tratta però di una presa di posizione per il Si o per il No, ma di una questione di principio. «È lecito che la Cei si esprima su questi temi, di grande importanza sociale, ma non si può arrivare al punto di affermare che è cattolico solo chi non vota. Quella di Ruini tra l’altro non è e non potrebbe essere un’indicazione dottrinale, non essendo direttamente in campo questioni di fede». Perchè la Cei si è espressa senza consultare nessuno? «Paura di non so che cosa, è sbagliato pensare di continuo ad una chiesa in stato d’assedio.

Io m’inchino di fronte a certi principi quali la difesa dell’embrione, ma ritengo ingiusto creare degli steccati. In cambio di una difesa strumentale di alcuni pensieri, si finisce con l’assoggettarsi ad un potere che in tanti altri campi è lontanissimo dalla chiesa». Crede che la chiesa possa mostrarsi meno intransigente? «Le coscienze non si educano con la legge, ma con la parola di Cristo. Il principio del legislatore invece è l’unico che vogliono portare. Spero che si possa aprire un dialogo senza ripararsi dietro le barriere della disciplina ecclesiastica. Non si può confondere l’obbedienza con l’imposizione. Mi viene in mente Andreotti: aveva detto di andare e ora ha cambiato idea». Come giudica la legge? «In questa normativa vi sono principi cattolici che io personalmente posso condividere, ma bisogna capire che in molti possono pensarla diversamente. Sul referendum dico che è positivo che le famiglie ne discutano. E dico inoltre che gli scienziati cattolici dell’astensione hanno le stesse competenze dei vari Veronesi, Dulbecco e Montalcini che sostengono il Sì».