Questa volta non usa mezzi termini il grande biologo conteso, fino a pochi giorni fa, dai partigiani del no e da quelli del sì alla ricerca sull’embrione. “Ci vuole un bel coraggio per chiamare individuo una masserella di cellule», dice Edoardo Boncinelli. Poi rincara la dose: «Di questo passo si cercherà di abolire anche l’aborto, perché se è omicidio l’uso delle cellule embrionali, a maggior ragione lo è per un feto di quattro mesi», e conclude: “Tra vent’anni le cellule staminali le faremo direttamente in laboratorio». Lui che non ama «scendere in campo» questa volta lo ha fatto, firmando l’appello dei cento scienziati per il si al referendum sulla fecondazione assistita. Semplici tecnici, »e «tecnici che sbagliano», ha scritto il giorno dopo Giuliano Ferrara sul Foglio. Ma come se non bastasse ha da poco aggiunto legna al fuoco del superomismo scientifico, prevedendo un (prossimo) futuro da trecentenari grazie a geni, cellule staminali e ricerche di laboratorio (“Verso l’immortalità. La scienza e il sogno di vincere il tempo
Il biologo Edoardo Boncinelli: «Voto sì contro questo pasticcio. L’embrione non è un individuo»
Il biologo Edoardo Boncinelli ha firmato un appello e spiega. «La scienza ha dei costi, ma con l’ingegneria genetica potremo vivere fino a trecento anni»