Ex voto a perdere (Il Calibano)

di Piergiorgio Welby
Dal blog “Il Calibano”
Beati gli affamati di giustizia,
perché saranno saziati. (Matteo evangelista)

Il suffragio è lo strumento per mezzo del quale i cittadini possono partecipare direttamente alla vita pubblica. Altri mezzi sono: il Costanzo show e il Porta a Porta. A Ottoemezzo, Punto e a Capo e Ballarò accedono solo gli eletti (dal popolo o da Dio) gli esperti (persone che sbagliano, ma con competenza) e Socci che è un esperto eletto da Dio, sodale di Ferrara, e, cosa che in TV non guasta mai, non ha visto la Madonna, ma ha scritto un libro su chi l’ha vista.

Nell’antica Roma il suffragio, che dapprima era pubblico e veniva dato a voce (facilitando gli exit poll), dopo il 139 a.C. divenne segreto e fu dato per iscritto (una pacchia per Mannheimer!). Un sensibile ampliamento del numero dei detentori dello ius suffragii si ebbe nell’88 a.C., quando, in seguito alla guerra sociale, esso fu esteso per i comizi tributi ai socii italici, in base alle cosiddette leggi sulpicie, fatte approvare dal tribuno della plebe P. Sulpicio Rufo. Cesare e Augusto estesero quindi il diritto elettorale agli abitanti dell’Italia settentrionale (chi è senza peccato, scagli la prima pietra!) nel 212 d.C., con la Constitutio antoniniana, Caracalla lo attribuì infine a ogni libero abitante dell’impero.
Nel corso dell’Ottocento si passò da un suffragio ristretto, attribuito solo a limitate categorie di cittadini in base a vari criteri, fra i quali il censo o il possesso di un determinato grado di istruzione, a un suffragio via via più allargato, fino al suffragio universale.
Il suffragio universale (maschile e femminile) fu stabilito in Italia dalla Costituzione del 1948, la quale pone l’unico vincolo dell’avvenuto raggiungimento della maggiore età. Essa dispone che il voto sia personale (cioè non esprimibile per procura, a meno che non si tratti di elettori fisicamente impediti),
Per gli elettori fisicamente impediti, la legge 17/2003 prevede che possano esercitare il loro diritto di voto in altra sezione del Comune, che sia ubicata in stabile privo di barriere architettoniche e dove sia allestita almeno una cabina elettorale che abbia particolari requisiti di agibilità:, e l’art.29 della legge 104 del 1992 stabilisce che i Comuni debbano organizzare, in occasione di consultazioni elettorali, un servizio di trasporto per facilitare ai disabili il raggiungimento del seggio elettorale.
Oggi, 14 maggio 2005, possiamo dire che il suffragio sia –veramente- universale? Sì, lo possiamo affermare con certezza se escludiamo “dall’universo