Sondaggio: cattoliche 7 coppie su 10 che ricorrono alla provetta

In sette casi su dieci sono credenti e di religione cattolica. E molti, se fosse lecito, ricorrerebbero alla fecondazione eterologa. Questo il ritratto delle coppie italiane che ricorrono alle tecniche di procreazione assistita, disegnato grazie alle schede di 500 coppie raccolte in 5 centri specializzati e presso tre Associazioni di pazienti (”Amica Cicogna”, ”Cerco un bimbo” e www.unbambino.it, Centro Andros, Centro Mediterraneo per la Medicina della Riproduzione, CRM di Roma e dal Sismer di Bologna).

”Che la maggior parte delle coppie fosse di religione cattolica per noi associazioni non e’ una sorpresa – afferma Filomena Gallo, avvocato e presidente dell’Associazione Amica Cicogna – proprio per chi ha una visione tradizionale della famiglia e giudica il momento procreativo come centrale nella vita matrimoniale la filiazione biologica assume un’importanza fondamentale”. Tra le 500 coppie intervistate, alla domanda se sono credenti 25 non hanno saputo rispondere,48 hanno dichiarato di non esserlo, mentre ben 428 si sono professate credenti. Tra quest’ultime, 336 sono di religione cattolica, mentre 34 appartengono a un’altra religione. Nella maggior parte dei casi, poi, gli aspiranti genitori sono anche praticanti (291), sebbene la frequenza alle pratiche religiose sia spesso saltuaria (139), mentre 47 dichiarano una partecipazione regolare e 93 abbastanza regolare.

”Abbiamo voluto fotografare l’orientamento etico e religioso di chi utilizza le tecniche di procreazione assistita perche’ e’ forte la pressione della Chiesa Cattolica nel motivare la scelta dell’astensionismo – afferma Federica Casadei, Presidente dell’Associazione Cerco un bimbo – questo dimostra lo scollamento delle gerarchie ecclesiastiche dalla vita quotidiana dei fedeli”. Le pazienti più esperte, che hanno già effettuato cicli di fecondazione, maturano una sorta d’adattamento alle procedure mediche, ”che consente loro di affrontare la situazione con forte consapevolezza e determinazione”, continua Aiello.

”Le resistenze non sono poche ”, aggiunge Filomena Gallo. Secondo Gallo i conflitti sono ”dovuti anche all’aggressione che le coppie subiscono dalle campagne antireferendarie che a volte diventano un vero e proprio linciaggio morale ”. Queste persone ”vedono passare ai raggi x le motivazioni del desiderio più naturale del mondo, a differenza di quanto accade per chi può procreare naturalmente ”.

In più di un caso su due, inoltre, le convinzioni religiose della coppia hanno determinato un momento di profonda riflessione quando si e’ trattato di decidere se ricorrere o meno alle tecniche di procreazione assistita per avere un figlio. Ma qual e’ lo stato d’animo di una coppia che pensa di ricorrere alla provetta?

”Le convinzioni religiose spingono a una profonda riflessione, che quasi mai pero’ sfocia in un vero e proprio conflitto”, afferma Angelo Gabriele Aiello, presidente di www.unbambino.it e psicologo presso la Società Italiana Studi di Medicina della Riproduzione (Sismer). Sono ben 280 le coppie che hanno vissuto questo momento di crisi, che nella maggior parte dei casi non si e’ risolto con un conflitto tra convinzioni religiose e desiderio di avere un figlio. Ben 340 coppie hanno infatti affermato di non avere vissuto alcuna crisi. Per 95, invece, il conflitto c’e’ stato e per 20 e’ stato anche molto forte.

”Proprio per capire meglio queste emozioni abbiamo condotto uno studio su 30 donne. Abbiamo così scoperto che quasi il 55% prova soprattutto ansia e paura, più del 20% tristezza e dolore mentre solo il 25% affronta questa esperienza con gioia e felicità ”’. L’idea di forzare la natura o avere un figlio a tutti i costi, ma anche quella che altre persone partecipino a una vicenda intima sono stati gli elementi di maggiore preoccupazione per le coppie. Per molti aspiranti genitori, inoltre, il timore maggiore e’ stato quello di determinare l’eliminazione di un embrione equiparabile sin dal primo momento a una vita, per 48 coppie di fare qualcosa vietato dalla confessione religiosa, e infine per 36 l’idea che nessuno può sostituirsi alla divinità.

Nonostante tutto, però ben 290 coppie hanno dichiarato che, in regime di legalità, ricorrerebbero alla donazione di seme o ovocita estraneo alla coppia per riuscire ad avere un figlio, 61 alla fecondazione come single e infine 34 alla fecondazione post-mortem. Proprio su questo argomento l’Associazione Cerco un bimbo ha rivolto un sondaggio agli utenti registrati sul sito www.cercounbimbo.net (circa 5.000 persone), invitandoli a esprimere la loro disponibilità a ricorrere personalmente a queste tecniche.

Dal sondaggio e’ emerso che la maggior parte degli utenti, circa il 46%, ricorrerebbe alla donazione, e il 12% lo farebbe con una forte probabilità. Solo il 20% ha detto ‘no’ in nessun caso, mentre un altro 15% sarebbe tendenzialmente contrario. Infine il 7.6% degli utenti si dichiara indeciso sulla fecondazione eterologa.