Adesso anche Romano Prodi deve dire come la pensa». Massimo Cacciari, da poco sindaco di Venezia per la seconda volta, è uno dei pochi a non scomporsi troppo davanti alla presa di posizione di Gianfranco Fini. Il ministro degli Esteri ha annunciato che andrà a votare per modificare la legge sulla fecondazione assistita: tre sì e un no all’eterologa.
«Sono anni che dico che destra e sinistra non definiscono più niente – osserva il filosofo -. Tutto questo era già successo ai tempi del referendum sul divorzio. Sulle questioni di principio se restiamo attaccati a queste vecchie categorie rischiamo di non capire più nulla».
Cacciari apprezza l’uscita di Fini anche se, puntualizza, «poteva dire che non era d’accordo prima, quando la legge era ancora in discussione». Ma il punto interessante per Cacciari è che a questo punto tutti i leader intorno al tavolo dovrebbero giocare a carte stoperte. «La sincerità di Fini deve spingere tutti a uscire allo scoperto – sostiene -, Prodi prima di tutti, che su questo argomento finora non è stato chiaro». La scelta laica del leader di Alleanza nazionale spiazza i suoi alleati ma imbarazza anche l’opposizione. «La presa di posizione di Fini mette chiaramente in difficoltà anche la sinistra che sulla fecondazione non è unita – aggiunge il sindaco di Venezia -. Adesso dunque la sinistra deve stare attenta per giocarsela bene in modo innovativo, parlando di contenuti e su basi programmatiche».
Ma se Prodi non si fa stanare dalla dichiarazione di Fini e continua a tacere dentro il centrodestra e in particolare dentro Alleanza nazionale le conseguenze sono dirompenti. Tutti gli astensionisti escono allo scoperto, difendendo le proprie ragioni. Il leader dell’Udc, Marco Follini, dissente dalla scelta di Fini ma la rispetta annunciando che non andrà a votare. «Considero l’astensione una legittima opinione politica – precisa Follini – e non già l’indizione di una crociata». Chi non riesce a farsi una ragione della presa di posizione di Fini è il ministro dei Beni culturali, Rocco Buttiglione, che ricorda quante volte il presidente di An ha difeso «con grande energia