Voi radicali avete paragonato questo referendum a quelli storici sul divorzio e l’aborto, che spaccarono in due il paese. E ancora convinto di questo?
«Più che mai. E per due ragioni principali: primo, perché questa volta non si tratta più solamente di una battaglia italiana di rivincita dei perdenti di allora, ma di un drammatico scontro, ormai in atto in tutto il mondo, a cominciare dalla stessa Onu. Il referendum del 12 giugno è oggi la prima linea di uno scontro che è in pieno svolgimento in America come in tutta l’Europa, che coinvolge pienamente l’Estremo Oriente, il Medio Oriente, l’America latina»
Secondo?
«Perché accade che il potere di tutte le grandi religioni sconvolga e sia sconvolto al proprio interno dai potenti colpi di coda dei fondamentalisti e dei fanatici. Fondamentalisti che anche nel e dal mondo italiano “cattolico”, difendono in tal modo, alla disperata, il proprio potere e prepotere nella e sulla Chiesa, sul mondo della fede e dei fedeli».
Ma proprio in un’era di fondamentalismi, la Chiesa cattolica non può che difendere i suoi principi etici e di fede. O no?
«Il gruppo di potere che guida oggi con poteri assoluti lo Stato Città del Vaticano, dopo essersi impossessato della Chiesa, ha scatenato un’offensiva per impossessarsi degli Stati, a cominciare dal nostro. Operazione che potrebbe dirsi conclusa in Italia il 13 giugno, se riuscisse l’impresa di sommare alla “forza” dei vacanzieri, dei renitenti, degli indifferenti, degli astenuti da qualsiasi impegno politico, democratico, morale, etico, sociale, quella di credenti e cittadini ridotti a sudditi del potere temporale mondano, simoniaco e della partitocrazia di destra e di sinistra italiana, i cui vertici sono anch’essi consapevoli di un immenso distacco dalle loro stesse basi politiche ed elettorali»
Usa parole estreme.
«Non giudichiamo nulla e nessuno. Lottiamo contro un assalto da parte di chi, avendo recuperato in Italia le affluenze antropologiche fascista, comunista, clericale ne fa oggi un’alluvione antiliberale, antitolleranza, anti “relativista” (pro