Si tratta di “Donne per il sì” un comitato fondato da Emma Bonino, che ne è anche la presidente, da Silvia Venutrini Fendi, dal sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver, dal ministro Stefania Prestigiacomo, dalla dirigente Rai Giuliana del Bufalo, dalla giornalista Fiamma Nirenstein, dalla presidente della fondazione Bellisario Lella Golfo, da Stefania Craxi, da Sonia Raule e dall’attrice Clarissa Burt. Ma sono già molte le adesioni preannunciate da parte del mondo della cultura, della magistratura, della politica e dello spettacolo. La presentazione ufficiale avverrà giovedì a Roma quando saranno resi noti i nomi delle altre sottoscrizioni.
Il calendario sembra già fitto di impegni. Lunedì prossimo “Donne per il sì” verrà fatta conoscere a Milano da Tiziana Maiolo, poi in Sicilia dal ministro Prestigiacomo e successivamente sarà presente in una decina di manifestazioni al fine di presentare i contenuti della battaglia referendaria. Un’idea che il sottosegretario Boniver spiega alla luce “della necessità di coinvolgere i giovani e i cattolici, dato che senza il loro voto non si va da nessuna parte”.
La tabella di marcia dell’iniziativa prevede innanzi tutto la costituzione del comitato che avrà nella Bonino la sua presidente. “La scelta — spiega il sottosegretario agli Esteri – è stata naturale, una sorta di atto dovuto ad una veterana di queste battaglie ed ai radicali che sono stati i principali promotori del referendum.
Si tratta di un’ iniziativa nata dalla consapevolezza che a discutere, proclamare, decretare e, talvolta farneticare, sull’argomento fecondazione assistita sono stati e continuano ad essere nella stragrande maggioranza dei casi soltanto uomini, ornitologi, teologi, ginecologi, e tuttologi. Ma curiosamente la fecondazione assistita, gli esami prenatali e diagnostici guarda caso riguardano la donna in prima persona