Le grandi aziende statunitensi stanno ricominciando in silenzio a studiare le cellule staminali derivate degli embrioni umani ai primi stadi di sviluppo. Dopo essersi sfilate dal dibattito pubblico sulle implicazioni scientifiche e morali di queste ricerche, avrebbero cioè iniziato ad interessarsi sempre di più alle potenzialità delle staminali embrionali. Lo hanno scoperto i giornalisti del «Wall Street Journal» con un’indagine che ha coinvolto 12 grandi ditte farmaceutiche e di biotecnologie di tutto il mondo. Tra le compagnie più coinvolte ci sarebbero la Becton, la Dickinson & Co., la Invitrogen Corp., la Johnson & Johnson, la General Electric Co. e la Novartis AG. I loro interessi spaziano dallo sviluppo di nuovi farmaci, che potrebbero essere provati sulle cellule, ai trapianti, che un giorno potranno essere eseguiti producendo nuovi tessuti proprio a partire dalle staminali.
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