La speranza di cura e riposta nel ventre di questa donna leccese, al secondo mese di gravidanza. Se tutto andrà bene, il cordone ombelicale del neonato servirà per trarne cellule da trapiantare.
E’ li primo designer baby italiano,selezionato con la diagnosi pre-impianto. Tra gli embrioni ottenuti in provetta sono stati scelti quelli privi della talassemia, poi sottoposti ad un’ulteriore cernita. L’utero ma temo ha accolto solo quelli che presentavano compatibilità con Marta. In Italia e vietato dalla legge sulla fecondazione assistita, che fra meno di due mesi sosterrà l’esame popolare del referendum. L’abolizione del divieto di diagnosi embrionale e uno dei 4 quesiti. La coppia leccese si e affidata a un centro straniero, il Memorial Hospital di Istanbul, lostesso dove pochi mesi fa e stato selezionato un bambino turco. Il fratello maggiore, leucemico, ha ricevuto le sue staminali, il trapianto a Pavia, dal professor Locatelli. E’ la conclusione di una lunga e dolorosa storia che Antonio racconta prima senza tradire emozioni.
Poi però si lascia andare:”Solo ora io e mia moglie ci sentiamo tranquilli. Sappiamo di aver tentato tutto il possibile. La clonazione? Non ci penserei due volte, è solo un problema di soldi, che non possiedo. Ho speso tutto quello che avevo, mi sono indebitato, ho lasciato per due mesi il lavoro e per fortuna ho ricevuto la comprensione del capo dell’azienda e l’aiuto economico del centro di Istanbul. Provo un profondo senso di rabbia quando sento condannare le tecniche che potrebbero dare una cura a tante creature afflitte da malattie genetiche. Selezionare embrioni non significa puntare alla razza ariana, cercare bambini con occhi azzurri e capelli biondi, vuol dire dare un futuro ad una ragazzina amata visceralmente