LE CELLULE STAMINALI NON CREANO PROBLEMI DI NATURA ETICA (Gazzetta del Sud)

<b>25 Febbraio 2003</b> – Preparare i donatori ad un futuro in continua evoluzione e ad un salto culturale di fronte alle nuove forme di donazione e alla nuova medicina. Con questo obiettivo, l'Avis ha promosso un convegno che si è tenuto all'Excelsior e che si è aperto con l'intervento dei presidenti comunale e provinciale, rispettivamente Gaetano Calipari e Vincenzo Romeo. Calipari, in particolare, ha evidenziato la crescita dell'Avis sia come numero di donatori che come prestazioni, arrivate a 5402 e ha parlato dei nuovi progetti dell'associazione, il primo dei quali volto alla promozione del dono del sangue nel mondo dello sport con il Nuovo Basket Viola. Successivamente, il dibattito è entrato nel vivo con i contributi del direttore del Centro Trapianti di Midollo Osseo, Lillo Iacopino e e del direttore del Centro Trasfusionale, Pino Bresolin e del consigliere nazionale dell'Avis, Paolo Marcianò. Il tema scelto «Le prospettive terapeutiche con l'impiego delle cellule staminali», davvero coglie nel segno, è infatti parte di quel procedere sempre più veloce che ha la medicina. Ma cosa sono e che importanza hanno le cellule staminali? Ha spiegato Iacopino: «Queste cellule si trovano nell'embrione, nel cordone ombelicale e in tutti i tessuti, prevalentemente nel midollo osseo. Il loro compito è quello di rigenerare i tessuti, mantenendoli così in vita. Ogni tessuto ha sue cellule staminali, che sono in grado di diventare cellule della pelle, del fegato, del sangue. Quando muore una cellula, quelle staminali si riproducono e sostituiscono quella consumata. Alcune hanno potenzialità di diventare cellule appartenenti a tessuti diversi (per esempio una cellula del midollo osseo- che sono le cellule staminali più importanti- diventa cellula epatica, nervosa, cardiaca). Il midollo, dunque, rappresenta la sede di rifornimento di cellule staminali per quasi tutti gli organi, per cui saranno, molto più probabilmente, quelle di più largo impiego nella medicina ricostruttiva».

C'è un vantaggio. Dice Iacopino: «Le cellule staminali non comportano problematiche etiche che hanno, invece, quelle embrioniali. Per questo si prestano ad una terapia più accettata». Ricordando anche che, fuori dal campo ematologico, la sfida ai