Regione Lazio, Radicali: Presentata interrogazione sui parti cesarei

Di seguito si riporta l’interrogazione presentata dai consiglieri regionali radicali del Lazio, Rocco Berardo e Giuseppe Rossodivita, sul forte incremento dei parti cesarei nella Regione Lazio. 

 

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Oggetto: forte incremento dei parti cesarei nella Regione Lazio

PREMESSO CHE:

anche se il nostro paese ha un tasso di mortalità per parto tra i migliori al mondo – circa 3,9 decessi ogni 100mila nati vivi – l’Italia è il primo, tra i paesi dell’Unione Europea per il ricorso ai parti cesarei, che hanno rischi da due a quattro volte maggiori rispetto ai parti vaginali;

CONSIDERATO CHE:
– in base a questi dati, contenuti in un recente rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità, lo stesso Istituto definisce allarmante il fenomeno, e per questo ha messo a punto linee guida limitative per il ricorso alla pratica;
che la media del numero dei parti cesarei è del 38 per cento, contro l’indicazione massima del 15 per cento, raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità;

– si registra, inoltre, una spiccata variabilità su base interregionale, con percentuali tendenzialmente più basse nelle regioni dell’Italia settentrionale, e più alte in quelle meridionali, probabile indizio – secondo l’Istituto Superiore di Sanità – di “comportamenti clinici-assistenziali non appropriati”; e questo, avvertono gli esperti, nonostante tale intervento presenti comunque margini di rischio consistenti: come si è detto da due a quattro volte superiore rispetto al parto vaginale;
– se la media nazionale della mortalità per parto è tra le più basse del mondo, esiste comunque una discreta differenza regionale dalle regioni del Nord da quelle del Sud, che varia da due a sette volte di più, rispetto alla media nazionale;
– gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità riguardano sei regioni, tra queste vi è la Regione Lazio; le altre sono: Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Campania e Sicilia, e mettono in risalto anche le cause e i rischi connessi al parto;
– i valori più bassi sono stati registrati al Nord e in Toscana (otto decessi per 100mila nati vivi), e quelli più elevati nel Lazio (tredici morti per 100mila nati vivi), e in Sicilia (ventidue morti per 100mila nati vivi);

TUTTO CIO’ PREMESSO

Interroga la Presidente della Regione Lazio, l’Assessore ai Rapporti con gli Enti Locali e Politiche per la sicurezza, l’ Assessore alle Politiche Sociali e Famiglia

PER SAPERE:

– se non si ritenga opportuno e urgente predisporre e accertare le ragioni per cui si è passati in ambito regionale da poco più del 10 per cento del 1980 dei parti cesarei, a quasi il 40 per cento del 2008, ben al di sopra dei valori riscontrati negli altri paesi europei;
quali iniziative in ambito regionale, intende promuovere, sollecitare e adottare per la piena attuazione delle linee guida predisposte dall’Istituto Superiore di Sanità per quel che riguarda parti cesarei e vaginali.